Al lavoro con un'infezione addosso, in depressione ed immunodepressione, fiaccata nel fisico e nell'anima anche da una notte agitata da tristi e inquieti sogni di solitudine e abbandono la cui traccia resta a bruciarmi dentro insieme alla febbre, scollegandomi da cose e persone che mi sollecitano ad un interesse per le minuzie quotidiane che oggi mi giunge solo come un insopportabile brusio di sottofondo che vorrei ma non posso scacciare, vado sul blog del Monticiano e ci trovo il Preludio della Cavalleria Rusticana.
La Cavalleria Rusticana! Trastullo della mia infanzia e giovinezza, veicolo di sublimi emozioni, uno dei molti che i miei sventati aguzzini mi prospettarono, non intenzionalmente, a surroga delle cure e tutele negate alla loro creatura.
Io non ho avuto amore nella mia vita, però ho avuto accesso alla musica. E lo ritengo comunque un immenso privilegio.
(Questa sapevo anche suonarla)