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domenica 13 ottobre 2013

La cura


Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore
dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie
perché sei un essere speciale
ed io avrò cura di te.

(Pur essendo riuscita ad evitarlo accuratamente per mesi ed anni, oggi ci son cascata anch'io, nella banalità di postare 'sta canzone. E' che l'ho risentita stanotte mentre vagavo in macchina per la città meravigliosa e incasinata, ed arrivava proprio miracolosamente a ciccio. Per cui ora me la dedico e me la canto: perché, Cri, tu sei un essere speciale, ed io avrò cura di te.
E come faccio io esorto a fare tutti. Che ciascuno, passando di qui, la ascolti e dica a se stesso: "perché sei un essere speciale, ed io avrò cura di te."
Buona domenica, amici miei amati.)






Ti salverò da ogni malinconia
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te
io sì, che avrò cura di te

giovedì 17 gennaio 2013

Aria di Neve

Me l'ha regalata Bruno, il nostro cavaliere errante.
E' troppo bella per non ascoltarla tutti assieme.
Poi, se stanotte davvero nevicherà, è perfetta.




Sopra le nuvole c'è il sereno
ma il nostro amore non appartiene al cielo.
Noi siamo qui tra le cose di tutti i giorni
i giorni e i giorni grigi.
Aria di neve sul tuo viso, le mie parole
sono parole amare senza motivo.
Prima o poi tra le nostre mani
più niente resterà.
E' una vita impossibile
questa vita insieme a te.
Tu non ridi non piangi non parli più
e non sai dirmi perché.
Lungo la strada del nostro amore
ho già inventato mille canzoni nuove per i tuoi occhi.
Più di mille canzoni nuove
che tu non canti mai.

mercoledì 4 aprile 2012

La chanson des vieux amants

Sabato, domenica, lunedì e martedì: per quattro giorni di fila ho, per un breve o ampio lasso di tempo, sospeso la mia quotidianità varcando i cancelli d'entrata di Villa Borghese, l'antico cuore verde di Roma, dall'ingresso di Valle Giulia.
Sabato e domenica ne ho fatto esperienza in compagnia di due diverse persone con le quali, per differenti motivi, ho, al presente, un rapporto significativo - il primo dei due, soprattutto, nato per caso e approfonditosi in maniera per certi versi poco comprensibile, gravato da una sorta di irrazionalità di fondo e per questo vissuto sempre con il grato e trepido stupore di aver trovato qualcosa di rara ma fragile, eterea e impalpabile bellezza che maneggio incredula, goffamente delicata, tra sconquassi di gioia e sofferenza per il costante timore del fatale momento in cui mi si frantumerà tra le dita, o svanirà all'improvviso in un battito di ciglia.
Ieri e l'altro ieri invece l'ho vissuta da sola.
Ieri di fretta, in una fugace sortita non prevista e non andata a buon fine, compiuta con addosso il familiare malessere di sentirmi mancare la terra sotto i piedi, l'usuale orgasmo che mi affanna il respiro quando tento di stringere l'illusione di star spostando l'asticella del baratro un po' più in là, di aver procrastinato ancora di un poco il redde rationem. Provando una fottuta nostalgia dell'effimera felicità agguantata nemmeno ventiquattro ore prima, sperando con tutta l'anima di ritrovare l'amore scoperto, e a quanto pare già perduto, solo il giorno precedente. Lunedì.

Perché lunedì mi capita qualcosa di eccezionale. Decido di seguire un impulso, un'intuizione non ben definita ma promettente. Mi viene improvvisamente voglia di chiudere un cerchio, e per farlo torno a Villa Borghese con la calma e il gusto di chi compie l'ultima tappa di un viaggio e assapora l'arrivo ad una meta insperatamente felice: una splendida e incognita solitudine. Non c'è due senza tre. Un, due, tre, stella, gridano i bambini giocando ad avvicinarsi alla tana. Tre, numero perfetto. Sabato, domenica e lunedì. Occhi castani, occhi verdi, occhi miei. Giovane uomo, donna matura, me, creatura sintesi delle altre due. Perfetta. Completa in me stessa.
Io emozionata, io vibrante, come al solito. Ma senza legami, che possano spezzarsi ferendomi. Viva, ricettiva, ma con un'aura protettiva, un guscio di energia buona che impedisca il mio solito disperdermi.
Io densa, io tridimensionale. Me ne accorgo forse per la prima volta. Non confusa, diffusa, ma solida e sicura. Non smarrita, proiettata nel passato o in un futuro incerto, ma presente, gravida del mio essere qui e ora.
Alzo il viso oltre le cime degli alberi più alti a bere cielo, incorporarlo in me con lo sguardo. Lascio impronte sulla terra, solchi nei mucchi di ghiaia. Stringo la mano e sento sul palmo la consistenza di velluto dei miei polpastrelli. Ci sono, e non ho bisogno di specchiarmi in nessuno per averne conferma. Non ho bisogno di niente e di nessuno. La polarità si è invertita, sono io il magnete, e invece di essere attratta attraggo io tutto a me, i rami frondosi, le infiorescenze, gli uccelli, le persone che mi passano accanto. Lo splendore che mi circonda si riflette su di me e ne viene arricchito.
Sono libera, e sola, e piena, e autonoma, bastante a me stessa. Amo. Mi amo.
Il sentimento prorompe dentro di me, mi travolge. "Ti amo, Cri!" la mia voce mi squilla nell'anima, più e più volte, in molti e molti toni ed accenti, inebriandomi fino alle lacrime.
Ho finalmente trovato l'amore della mia vita.

Mon amour, mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour, de l'aube claire jusqu'à la fin du jour je t'aime encore, tu sais, je t'ame.





Certo ci fu qualche tempesta
anni d'amore alla follia.
Mille volte tu dicesti basta
mille volte io me ne andai via.
Ed ogni mobile ricorda
in questa stanza senza culla
i lampi dei vecchi contrasti
non c'era più una cosa giusta
avevi perso il tuo calore
ed io la febbre di conquista.
Mio amore mio dolce meraviglioso amore
dall'alba chiara finché il giorno muore
ti amo ancora sai ti amo.
So tutto delle tue magie
e tu della mia intimità
sapevo delle tue bugie
tu delle mie tristi viltà.
So che hai avuto degli amanti
bisogna pur passare il tempo
bisogna pur che il corpo esulti
ma c'é voluto del talento
per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti.
Mio amore mio dolce mio meraviglioso amore
dall'alba chiara finché il giorno muore
ti amo ancora sai ti amo.
Il tempo passa e ci scoraggia
tormenti sulla nostra via
ma dimmi c'é peggior insidia
che amarsi con monotonia.
Adesso piangi molto dopo
io mi dispero con ritardo
non abbiamo più misteri
si lascia meno fare al caso
scendiamo a patti con la terra
però é la stessa dolce guerra.
Mon amour
mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour
de l'aube claire jusqu'à la fin du jour
je t'aime encore, tu sais, je t'ame.