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sabato 5 luglio 2014

Non c'è più niente/da fare


"L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L'amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà."
Leggo il due luglio su FaceBook questa citazione di Herman Hesse in bacheca di un'amica. Sono particolarmente sensibile al tema, in questi giorni, e la sento colpirmi con forza, trapassarmi come una lama di luce la mente, allentarmi la rigidità della della cassa toracica.

La condivido immediatamente sulla mia pagina di DilloallaCri, che negli ultimi mesi, perdendo causticità, è diventata più uno spazietto di autocoscienza meditativa.
La visualizzano, in tre giorni, cinquanta persone.

"Certi amori non finiscono, fanno dei puttantour immensi e poi ritornano".
Questa - una scemenza senza fine triste, una caduta di stile del tutto estemporanea e insignificante che probabilmente non avrei postato nemmeno nei giorni più foschi della mia rabbia depressiva, mesi e ormai anni fa - viene condivisa, il giorno successivo, sulla pagina da un'altra amministratrice della medesima.
La visualizzano, in due giorni, duecentoquarantaquattro persone.

E non c'è più niente da dire o da fare, mi pare.

mercoledì 2 ottobre 2013

La saggezza nel sangue



Dal sito di Spinoza il fantastico, laconico, essenziale tweet di eio, il fondatore in persona:




Il giardino delle delizie


AHAHAHAHAHAHAAHAHH!!! LO SAPEVO! Lo sapevo che avrei vinto la scommessa!
Sono diventata una fine politologa, ahem.

E nel clima di "pacificazione" che ha auspicato il Caimano durante il suo grave discorso cominciano già i distinguo: Sacconi smentisce Formigoni che aveva affermato che "ormai la fiducia di Berlusconi è tardiva" e che i nuovi gruppi parlamentari avrebbero comunque visto la luce; Zanda rimbecca Bondi, Nitto Palma se ne va per dissenso con Zanda, e PD e PDL cominciano a darsele di santa ragione: bagarre in aula.
Per non essere da meno avevano cominciato i grillini, minacciando ed offendendo la senatrice Dal Pin, ex appartenente al Movimento, che aveva dichiarato di votare la fiducia al governo per evitare la follia di rimandare il Paese a votare col Porcellum.



E il commentatore del Wall Street Journal Simon Nixon twitta: "Berlusconi declares his support for Letta government and all of Europe collapses in laughter at the absurdity of Italian politics."
Devo tradurre?




giovedì 26 settembre 2013

L'ultimo giorno del circo

E adesso, con l'ultimo (per ora), eversivo, miserabile bluff delle minacciate dimissioni di massa degli eletti del PdL, fragoroso e ridicolmente innocuo come il botto di un tappo stappato di champagne, veniamo a sapere che l'Uomo della Provvidenza da cinquantacinque giorni non dorme più e ha perso undici chili.
Per l'irrefrenabile dissenteria, ovviamente.
Il suo agitarsi folle e disperato ha assunto tratti paradossali, grotteschi, eccessivi persino per un uomo palesemente privo di dignità e di etica come lui.
Pian piano tutto si compie, ogni tassello torna al suo posto, il puzzle si ricompone. Così, mentre all'orizzonte si cominciano a profilare gli altri nodi grossi come montagne - i documenti richiesti con rogatoria del 2006 finalmente arrivati da Hong Kong per il processo Mediatrade, le ammissioni di De Gregorio, il dossier della Guardia di Finanza sull'inchiesta di Bari - venuti al gigantesco pettine avvelenato che, come nella fiaba di Biancaneve, per vent'anni è stato conficcato sul capo dell'Italia esanime, scopriamo, a integrazione del quadro della sua personalità, un ulteriore tratto caratteriale del Grande Malfattore, non meno distintivo della sua compulsiva, svergognata capacità di mentire e di delinquere, sin qui dissimulato: un'abissale vigliaccheria.



Han spento lucciole e lanterne
messo il leone nella gabbia
scambiato il funo con la nebbia
domani il circo se ne va.
Le stelle accese nella tenda
sono tornate dei fanali
i clown degli uomini normali
domani il circo se ne va.

Passato il giorno della festa
ritorneremo a misurare
quel posto vuoto sul piazzale
domani il circo se ne va.

Passato il giorno della festa
ci resta il piccolo calvario
di spazi vuoti al calendario
domani il circo se ne va.

Han messo via le luminarie
smontato tutto pezzo a pezzo
soldati e bimbi a metà prezzo
domani il circo se ne va.

Nel lampo breve di un istante
forse era solo un'illusione
l'uomo sparato dal cannone
domani il circo se ne va.

Passato il giorno della festa
resta un ricordo eccezionale
un manifesto lungo il viale
domani il circo se ne va.

Passato il giorno della festa
ci sono a far da spazzatura
lustrini fra la segatura
domani il circo se ne va.

Solo l'orchestra del silenzio
che non ha posto per partire
rimane a farci divertire
domani il circo se ne va.



mercoledì 25 settembre 2013

Rush

Com'è come non è, sono sbalordita dell'avverarsi della mia premonizione, e in un lasso di tempo così breve.
(Forse non è nemmeno stata una premonizione: forse sono io che gliel'ho tirata, oppure è stato Aldo! Sìssì, sono sicura che Aldo c'entra qualcosa!)
Ho dato conto qui della mania di Edoardo di dondolarsi vigorosamente spingendo all'indietro lo schienale della Poang, la famosa poltroncina di legno dell'Ikea che molleggia, e dei miei timori che mal gliene incogliesse, una volta o l'altra. Per la verità io me lo vedevo lanciato in orbita a tutta velocità per il contraccolpo, questo cavaliere statuario apparentemente invulnerabile.
Invece stasera è successo il contrario: io mi accomodo sulla mia poltrona, lui si lascia cadere con forza sulla sua e crac, il legno mille volte sollecitato cede e si crepa, mandandolo gambe all'aria.
Vedere il proprio terapeuta finire a culo per terra a inizio seduta è cosa che solo a me, comunque, poteva capitare, ne sono certa.

giovedì 19 settembre 2013

L'anello di re Salomone

Egregio sindaco Marino, ieri ho preso ferie e, mentre stiravo per passare il tempo nell'attesa dell'arrivo della mia luminosa amica rinascimentale dall'urbana e magnifica terra rilucente degli effetti d'un uso appropriato dell'umano raziocinio e di tutte le qualità a quello connesse ove risiede, ho deciso di scriverle questa mia a proposito dell'annuncio che lei ha strombazzato al popolo circa le sue intenzioni di pedonalizzare l'intera città e le sue estreme propaggini fino al Grande Raccordo Anulare nella prossima "Notte bianca" prevista per il sedici maggio venturo.
(Notte un cazzo: la pedonalizzazione è prevista dalle diciotto del venerdì alle sei del sabato. Dalle diciotto: quando c'è il sole ancora alto nel cielo, sono ancora aperti tutti i negozi,  è in pieno svolgimento l'uscita dagli uffici e in piena attività la congestione centrifuga dei vacanzieri del week end .)

Volevo innanzitutto ringraziarla per avermi avvertita con congruo anticipo, in modo di potermi organizzare, qualora per quella data fatale io fossi ancora nel novero dei viventi, pianificando un viaggio in un luogo ameno fuori città.

Perché, se ella fosse un parolaio, non ci sarebbe da temere che arrivi a porre in essere questa minaccia. Ma dai suoi primi atti s'è purtroppo constatato che parolaio non è, e che forse per compensare la mancanza di questo difetto è pure alquanto ostinato, e quando si mette in testa una cosa non gliela estirpano manco le cannonate.

Dunque, Dio ci salvi, c'è da pigliarla sul serio, molto sul serio.

Avendo ben chiara l'intimorente conformazione del GRA, ma volendo essere specifica al massimo, sono andata a controllarmi le misure su wikipedia, che recita: Il Grande Raccordo Anulare o GRA, classificato ufficialmente come A90, è l'autostrada tangenziale, senza pedaggio, che circonda anularmente Roma. È caratterizzata dal tracciato circolare chiuso e senza discontinuità, con un diametro medio di circa 21 km, e lungo 68,223 km. È gestita direttamente dall'ANAS e percorsa giornalmente da circa 160 000  veicoli (58 milioni l'anno), risultando tra le autostrade italiane con il più alto volume di traffico.
A scuola ero una capra in matematica, dunque può ben essere che sbagli il conto: me lo auguro. Perché a fare raggio per raggio per pi greco per calcolare l'area di questo anello saltano fuori la bellezza di trecentoquarantasei virgola centoottantacinque chilometri quadrati.
Una superficie di trecentocinquanta chilometri quadrati interdetta al transito di auto e moto private dalle diciotto alle sei del mattino seguente. Non per motivi inderogabili, si annoti: per un'iniziativa simbolica, a scopo ludico, aggregativo, e forse, nelle sue intenzioni, educativo.

Si rende lei conto di ciò che intende fare?

Avesse annunciato di voler sgomberare dalla privata circolazione la porzione di città coincidente col Municipio I, ossia il centro storico racchiuso dalla cinta delle mura Aureliane allargato a dismisura grazie a una delle ultime alzate d'ingegno di Alemanno oltre Tevere, sino ad includere San Pietro e le pendici del Gianicolo, cioè una zona di venti chilometri quadrati, sarebbe già stato un azzardo che avrebbe apportato una certa quota di fastidio alla popolazione, ma insomma, per dodici ore ci si poteva pure stare. Ma così è mera, assoluta follia.

Significa che tutti i cittadini di Roma e sobborghi, anche abitanti a una distanza dal centro città di venti, trenta chilometri, quella notte dovranno starsene obbligatoriamente nelle loro dimore, e pregare i loro santi di non aver bisogno di niente. Perché sarà loro impedita qualsiasi uscita voluttuaria - una cena in pizzeria, una sortita al cinema più vicino, se non allocato nelle immediate vicinanze di casa -, ma anche ostacolato ogni eventuale disbrigo di necessità improvvise: provi un po' lei, ad esempio, caro sindaco, ad avere qualcuno di famiglia in preda ad una colica, o ad un febbrone, o ad un incipiente mal di denti, accorgersi di non avere niente di fungibile nell'armadietto dei medicinali, e andare a scarpinare per le strade buie a cercare una farmacia notturna.

Ah, ma già, lei sicuramente potenzierà i mezzi pubblici. La metro, ad esempio, magari, invece di sospendere il servizio, resterà in funzione tutta la notte.
Geniale. Se fosse praticabile la tratta di metro che passa dalle mie parti, la famigerata C, di cui sono stati ora riaperti i cantieri dopo uno stop forzato, arrivato ad incrementare il cumulo del ritardo sul cronoprogramma previsto di ormai più di due anni (sulla carta avrebbe dovuto entrare in funzione nella prima metà del 2011).

Ah, mi replicherà lei, ma l'iniziativa è volta ad incentivare l'uso della bicicletta, dunque si adoperi in alternativa una bicicletta.
Ora, a parte che non tutto si può fare in bicicletta - per esempio, non si può portare in canna una moglie in travaglio per accompagnarla all'ospedale -, quanta gente lei creda possa permettersi di tenere una bicicletta a Roma? Quelli che hanno un giardino, o un box auto. E tutti gli altri?
E poi: non sarà che è così poco diffusa la pratica della bicicletta perché non è raccomandabile usarla come mezzo di spostamento in una città enorme dove praticamente non esistono piste ciclabili?
Ah, già, lei le costruirà. Ma una bici, per costituire effettivamente una valida alternativa ad altri tipi di veicoli, deve poter percorrere una striscia d'asfalto ad essa riservata lungo tutta la città, o almeno che si estenda in sicurezza per lunghi tratti continui. Dove farà passare lei la pista ciclabile, per esempio, all'incrocio di Porta Maggiore? O sulla via Prenestina o Casilina, strozzate dalla sede dei binari dei tram?
Perché mica si può dotare di piste ciclabili solo il centro. Se no che fa il ciclista, comincia a pedalare dopo esser entrato dentro le mura, dopo aver portato la bicicletta in spalla sin lì per non rischiare di finire falciato dalle auto?

Ah, non le va bene niente, mi ribatterà lei a questo punto. Come extrema ratio c'è pur sempre il taxi, no?
Ma, caro sindaco, siamo a Roma, che è dotata del peggior servizio taxi dell'universo, tenuto in ostaggio da una lobby che ha messo a ferro e fuoco le strade e ricattato amministratori di destra e sinistra per mantenere la sua posizione privilegiata e contrastare la liberalizzazione delle licenze. I taxi a Roma sono vergognosamente cari ed estremamente insufficienti nel numero. O lei crede di essere a Londra, a New York, dove si fa un fischio e ne accorrono tre?

E inoltre: come la piglieranno i vigili urbani? E soprattutto: dove li piglierà? Perché per pattugliare trecentocinquanta chilometri quadri di territorio controllando ogni veicolo in movimento (viste le probabili numerose deroghe al provvedimento per i medici in servizio, i portatori di handicap, i furgoni trasportatori di generi deperibili etcetcetc) non le basterà l'intero corpo di polizia municipale.

E infine: ben venga la trovata della Notte bianca (che io aborro per passate nefaste esperienze, ma pazienza) quale utile esperimento di ripensamento delle abitudini dei cittadini riguardo alla mobilità. Chiudere l'intero perimetro del centro storico allargato sarebbe il compromesso vincente: chi vuole partecipare alla grande festa di popolo lo fa liberamente, e liberamente va a piedi, coi mezzi o in bicicletta (sperando nella clemenza del tempo, ché a maggio Roma non mostra frequentemente cieli senza nubi). Ma perché tormentare la mamma di Monte Sacro Alto che alle diciannove va a ripigliare il figlio a pallavolo o la famigliola dell'Alessandrino invitata a cena dalla zia di Cinecittà, a chilometri e chilometri di distanza dai musei, dai monumenti, dalle strade e dalle piazze dove si disloca l'evento?

Insomma, caro sindaco, scenda da Marte e riveda con un po' d'umiltà il suo grandioso progetto. So che il problema del traffico è uno dei prioritari a Roma; ma davvero ritiene lo sia prima dello sfascio dei servizi sociali, della tragedia degli sfrattati, del degrado dei quartieri periferici, del difficile e accidentato percorso di integrazione tra le varie etnie che compongono oggi il suo tessuto umano?

E anche se lo fosse, pare che ella abbia in animo di affrontarlo semplicemente negandolo. Come fanno i bambini quando vogliono credere di far sparire una cosa che non piace loro solo chiudendo gli occhi. Ma allora ci sarebbe potuto arrivare persino il suo predecessore a risolverlo!

Consapevole che questa mia non le farà né caldo né freddo, che lei perseguirà a testa bassa il suo insensato obiettivo e continuerà imperterrito a coltivare i suoi castelli in aria, rassegnata la saluto.

P.S.: quand'ella, appena eletto, disertò la chiassosa, allegra e colorata carnevalata del Gay Pride, suscitando polemiche a mio avviso pretestuose e gratuite, io fui sua appassionata paladina per quello che ritenni un suo stile, evidentemente sobrio e forse non amante degli eccessi, ancorché simpatici. Mi sono amaramente ricreduta sul punto quando ho dovuto fare tanto d'occhi davanti alle foto e agli articoli che testimoniavano la sua partecipazione entusiastica ad Atreiu, la festa dei giovani fascisti di Giorgia Meloni: questa sì, da anni, una mascherata davvero di pessimo, amarissimo gusto.

sabato 31 agosto 2013

Il mastino di Baskerville

Tante volte una che si sente sconfitta in una tenzone dialettica con qualcuno che non molla manco ad ammazzarlo, scoprirebbe, se guardasse le cose con serena obiettività, che non è che abbia sbagliato qualcosa nell'argomentare.
Lo sbaglio stava a monte: nell'aver intrapreso la discussione, semplicemente.

The Taming of the Shrew


"Ah, l'accetta con cui taglia i giudizi la può riporre lì, proprio dietro alla sua montagna di supponenza, grazie."

Copyright della frase (postata su FaceBook qualche giorno fa, e prepotentemente ritornatami in mente ieri, so io perché) di Emanuele Vannini, alias Van deer Gaz; il quale, quando gli ho esternato il mio entusiasmo per l'aerea classe e la delicata perfezione dell'espressione, si è cortesemente offerto di mettermela a disposizione senza pretenderne i diritti.
Un genio generoso, elegante e signorile.

La scrivo qui per averla a portata di mano così da consultarla ed adoperarla alla bisogna. Nel frattempo cerco di mandarla a memoria. (Non è facile, eh, per come si snoda fluente ed articolata.)

Prevedo che mi servirà spesso.

giovedì 25 luglio 2013

C'è chi dice no

Troppo ganza! Anche se manca il mio copyright ne sono fiera lo stesso. Si va diffondendo il mio verbo!
(Me la regalano per il mio compleanno!!!)


martedì 25 giugno 2013

L'anno che verrà/2

Caro contatto feisbucchiano di passabile vis retorica, millantati trascorsi picareschi e invidiabile posizione sociale, oggi ne ho anche per te.
Sì, per te: che, già maturo ganimede dissimulante la tua berciosità pappagallesca nella dispensa quale innocente "buon amico delle donne" di comprensione e consigli elargiti ovunque con studiato tatticismo per accaparrarti evidenza e invadenza da prezzemolo, da un po' ti sei convertito - chissà se per definitiva constatazione dei sopraggiunti ed abbondantemente superati limiti di decoro nella pratica in un esame spassionato della tua immagine ovoidale nello specchio de casa (perché nun è mica questione d'età, ce stanno quasi sessantenni come il mio maestro jedi e ce so' sessantenni come te, e se ve potrebbe elegge a campioni delle due opposte categorie, per come il lustro che passa tra di voi somiglia a un secolo) - in acerrimo fustigatore dei vizi della politica e araldo della virtù civile del buon governo, ed ora ci propini indignato e austero ogni due per tre articoli del Fatto quotidiano e guidi la riscossa proletaria (tu, sedicente benestante) sventolando con oltranzismo guerrigliero il tuo vessillo Ingroia e spingendo il tuo afflato populista disvelatore di complotti della Ka$ta fino agli strombazzamenti di fantomatici studi scientifici comprovanti la perfetta efficacia della cura Di Bella boicottata dai governacci cattivi in kombutta con le multinazionali.
A te, che ti applichi accanitamente a vomitare malignità viscerali sugli esponenti del PD rei dell'intesa col PdL, voglio dire quanto sia curioso che in uno dei tuoi ultimi status, tra la miriade di attributi di cui potevi sacrosantamente disporre per significare la loro vituperanda immoralità politica (banditi, delinquenti, malfattori, canaglie, ladroni, farabutti, criminali) ti sia saltato in mente proprio di vagliare un maiali; oh sì, buffo assai, non trovi? che, quando, al principio dell'autunno passato, tu, avendomi adescato per un (primo ed unico) appuntamento per un tè in centro con la scusa di darmi una mano "da amico disinteressato" in quel frangente di mia fragilità psico emotiva, desti seguito alla tua proclamata intenzione mettendomela senza parere su una coscia e tenendola lì un pezzetto, io ti abbia apostrofato in cuor mio con l'esatto preciso identico e perfetto termine...

sabato 15 giugno 2013

Sabato, domenica e venerdì

Sabato

Mentre medito amaramente sui sei-sette tubini taglia 44, compreso quello sghicissimo nero delle foto dell'anno scorso sulla scalinata del Visconti, che ho dovuto accantonare perché mi fanno le sembianze di un insaccato (maledetta pillola, l'avevo detto io che mi faceva 'sto scherzo, avrò messo almeno quattro chili, e mo' per perderli so' cavoli amari!!!) ed eroicamente sopporto il primo giorno di dieta fai-da-te che consiste nel digiunare senza se e senza ma, sento un ronzio da qualche parte e m'accorgo che no, non è la lavatrice, è un elicottero che vigila dall'alto sul Gay Pride. In merito al quale mi viene in mente l'ultimo mio pensiero di donna della strada (intesa nell'accezione di genere femminile di "uomo della strada": uh, che gabbie semantiche queste espressioni stereotipate) sul mio nuovo sindaco, aspramente criticato per non aver presenziato. Soprattutto da Aldo Busi, che si è spinto ad affermare che "allora tanto valeva tenersi Alemanno" perché Marino si sarebbe permesso di dire "resto in famiglia", enunciato di gravissima gravità per la pretesa sottesa infamità che lancerebbe contro i gay contrapponendo "la famiglia" di stampo patriarcale, rassicurante, perbenista, cattofondamentalista, difesa ad oltranza dai family day, agli omosessuali stigmatizzati come nemici della medesima e portatori di istanze che ne minacciano la tenuta nella società. Ora, io lo so che Busi è amante della trasgressione e dello scandalo, che gode a spararle grosse per il gusto di ascoltare la sua voce e adora per raffinatissimo snobismo far parte dello showbiz più trash e cheap al punto di partecipare all'Isola dei Famosi, ma a tutto c'è un limite, persino ai paradossi busiani librati in eccitante precario equilibrio tra il genio e l'idiozia. Il fedifrago sta davvero in famiglia, fuori Roma, come peraltro aveva già dichiarato di voler fare per un paio di giorni dopo l'elezione (visto che poi i due giorni coincidevano pure col sabato e la domenica), per ripigliare fiato prima di cimentarsi nella composizione della Giunta, dunque l'espressione "resto in famiglia" null'altro significa che quello che esprime pianamente, e vorrei vedere pure che Marino l'avesse intesa caricare d'altri significati in un voltafaccia subitaneo e completo a un giorno solo dalle elezioni, fregandosi le mani sardonico manco fosse Dottor Jeckyll e Mr Hyde o la Strega di Hansel e Gretel o Cattivik (eccheccazzo d'omo sarebbe, il Genio del Male? E allora adesso che dobbiamo aspettarci, i raduni nazi anche noi a Fori Imperiali? Ecco perché voleva pedonalizzarli, il malvagio!!!). Inoltre al Gay Pride ha presenziato in nome del Campidoglio l'appena eletto Luigi Nieri di SeL, già amministratore regionale, persona stimatissima che chiunque abbia un minimo di cognizione della politica romana conosce e rispetta; e Imma Battaglia, che del Gay Pride è stata più volte organizzatrice, si è candidata per il Consiglio comunale pure lei nelle fila di SeL, dunque correndo per Marino (che non credo non ne sapesse nulla...), risultando, in prima battuta, la prima dei non eletti, e poi ottenendo un seggio in Campidoglio per la proclamata non eleggibilità del suo compagno di partito Andrea "Tarzan" Alzetta, il famosissimo paladino delle lotte per la casa. Dire che tanto valeva tenersi Alemanno è una bestialità, non solo in assoluto, ma anche, dunque, nello specifico. Perché, cos'è più importante, una comparsata propagandistica ad una manifestazione o i fatti? Ecco, giudichiamo i fatti: quelli sin qui avvenuti - le intolleranze, gli episodi di violenza, l'accresciuta insicurezza e il moltiplicarsi degli ostacoli ad una normale e civile vita quotidiana per i gay in questi ultimi cinque anni, che non potevano certo esser cancellati e nemmeno bilanciati da un'affacciata del sindaco strabico fascista in un paio di occasioni al Gay Village, e quelli che verranno, se verranno, come verranno. Solo allora si potrà a buon diritto decidere chi è meglio di chi, e se l'uno vale l'altro. E dopo questo pretendo pane per la mia fame di "ordinaria amministrazione" nel senso migliore del termine; il che, tradotto, significa la speranza di non dover mai più interessarmi di Marino per almeno i prossimi tre mesi...

Domenica

Non pervenuta (spero).


Venerdì

Dopo appena (sic!) due mesi, l'ex amica di cui parla questo post si è accorta che l'ho cancellata da FaceBook, e ha cominciato a bombardarmi: prima una mail, poi un messaggio privato, poi un SMS di cui  conosco solo l'incipit: "oggi passo da Roma, vorrei vederti" (e rivendico il diritto di esser vigliacca e di aver cancellato tutto, mail, messaggio privato ed SMS, senza rispondere e senza leggere niente di quello che contenevano. Tanto cosa avrei potuto replicare? Un bel tacer non fu mai scritto, dice il proverbio, e io approvo e mi adeguo.)
Non faccio in tempo a respingere l'assalto che ne inizia un altro: SMS della mia ex terapeuta che mi chiede come sto, se mi sono ripresa dalla morte di mio padre, che mi pensa sempre, che mi vuole bene etcetcetc. Io, arrancante a ostinato passo di marcia su per Via Bissolati, ripetendomi "undué, undué" per mantenere la cadenza che spero giovi all'erosione del percepitissimo sfregamento del sommo del mio interno cosce, leggo basita. Poi a casa mi faccio coraggio e a questa, sì, a questa rispondo. Undici anni di confidenze, dopotutto, meritano almeno l'onore delle armi. Lei mi ri-risponde. Io rispondo salutando per tagliare. Lei ri-ri-risponde, e io smetto di leggere, abbattuta.
Queste due tizie sono tutte e due psicologhe, e tutte e due invaghite di me. Vado forte con la categoria, wow.
E allora mentalmente rivolgo una prece al mio maestro jedi, il mio Vincent Price dai luciferini occhi cerulei (quando gliel'ho detto, un paio di sedute fa, che non riesco a guardarlo in faccia perché mi mette in soggezione, con quegli occhi da Vincent Price, mi ha risposto saltandomi quasi addosso: perché, cos'hai contro Vincent Price?): Edo, ma perché devono corteggiarmi solo donne psicologhe? Visto che vado forte coi terapeuti, e visto che ora sei tu il mio terapeuta, non si potrebbe, per la proprietà transitiva, avere un messaggino amoroso da te? No? Che ti costa?
Per ora nessun segno di riscontro, azz.



venerdì 17 maggio 2013

A spasso con Daisy


Scemenzuola rubata ad un milanese contatto biondo (che non è la 17n Bionda) su FB


E' un tautogramma: usa la prima lettera del tuo nome per rispondere alle domande. Devono essere reali, non inventate!
E' più difficile di quanto non sembri!
Copia in una nuova nota, cancella le mie risposte, inserisci le tue e tagga venti persone (fate conto che l'abbia fatto), tra cui la Bionda, alla quale hai promesso pan per focaccia coi giochini di feisbucche ormai da più di una settimana.
Non puoi usare le parole due volte e non puoi usare il tuo nome per la domanda del nome maschile/femminile.

1. Il tuo nome: Cri
2. Una parola di quattro lettere: caro
3. Un nome maschile : Carlo
4. Un nome femminile : Chiara
5. Una professione : cicisbeo
6. Un colore: celeste
7. Qualcosa da indossare: casacca
8. L'incipit d'una poesia o di un testo letterario: Col mare/mi sono fatto/una bara/di freschezza
9. Un cibo: Coppa Fassi (chi non sa cos'è si documenti)
10. Qualcosa che si trova in bagno: cumuli di calzini zozzi dei maschi di casa
11. Un luogo: Collevalenza
12. Un motivo per essere in ritardo: centinaia
13. Qualcosa che urleresti: cazzo!
14. Il titolo di un film: Centochiodi
15. Qualcosa da bere: Chinotto
16. Un gruppo musicale: Cars, The
17. Un animale: civetta
18. Il nome di una via: Cristoforo Colombo (viale, a Roma, ma vabbé)
19. Un tipo di macchina: Carrera (Porsche)
20. Il titolo di una canzone: Cathedral song, Tanita Tikaram

(E grazie per la luminosa mattinata, Bionda. Alla prossima. Baci! )

sabato 9 marzo 2013

Singing in the rain

Stamane un sole caldo ha progressivamente diradato le nubi, ma il tempo permane incerto e variabile.
Per cui dovrei sbrigarmi a fare la lavatrice delle lenzuola, se no quando mai s'asciugheranno, dato che è prevista pioggia per tutta la prossima settimana?
Tipo quella che tutto ieri m'ha inzuppato incessantemente.
(Ha piovuto talmente tanto che s'è bagnata persino la tastiera di Aldo!)

Così, per contrasto, ho ripensato all'otto e al nove marzo dell'anno scorso.
Al meraviglioso anticipo di primavera che quel giovedì e venerdì (l'anno scorso cadevano così) ci avevano regalato.
Me ne ricordo con precisione, ero alla stazione nel tardo pomeriggio ad aspettare qualcuno da scarrozzare - era ancora il periodo in cui ero sempre alla stazione per scarrozzare qualcuno - col mio soprabitino nuovo sgargiante, e respiravo l'aria tiepida che pareva presagire cose buone e serene.
Invece sono precipitata in una grottesca rappresentazione tragicomica niente affatto buona e per nulla serena. Molto miserabile, molto penosa, molto ridicola. 
Bruttissimi, squallidi ricordi.
C'era il sole, un sole magnifico: ma per me era un sole nero.
Stavo malissimo. Assurdamente, poi. Ora lo so.

Il calendario ha fatto un giro completo, e dopo un anno, ieri, sono stata lo stesso di umore cupo: esclusivamente per colpa della pioggia.
Evviva!!!

(Buon fine settimana a tutti)

giovedì 7 febbraio 2013

Catene, catene, catene

E ora, dopo la Tazza, rispondo alla Eli Diciassettenne Bionda. Poi la Angie mi seguirà a ruota, vero Angie?
1) Qual è l'aspetto migliore dell'avere un blog?
Rileggersi a distanza di tempo.

2) Qual è l'aspetto peggiore dell'avere un blog?
Doversi censurare.

3) Ti piace incontrare i tuoi lettori?
Tu che dici?

4) I tuoi amici sanno del tuo blog?
Sì. Una ci scrive proprio, ogni tanto, pensa.

5) Da chi vorresti ricevere un invito a cena (declinate invito a cena come più vi piace: regalo miliardario, botta e via, proposta di fidanzamento, incontro di boxe per corcarlo di botte)?
Quello per corcarlo di botte l'ho avuto, e gli ho dato buca. Facciamo Nichi Vendola, botta e via. Sedotto e abbandonato.

6) Qual è il discorso/argomento/discussione che ti fa addormentare?
Il calcio.

7) Qual è la cosa peggiore che augureresti a qualcuno?
Di non crescere mai.

8) Reciteresti mai in un film?
Certo!

9) Qual è la canzone più imbarazzante che hai imparato a memoria?
La pappa col pomodoro.

10) Hai mai detto "io non lo farò mai" e poi lo hai fatto? Ovviamente devi dire cosa.
Mi sa di no. Sono un tipo molto possibilista e ci spero sempre di farle, le cose. Ah, una c'è: "Non farò mai pace con costei/costui", "non parlerò mai più con costei/costui" e poi non ho mai retto più di sei mesi. Ridi, ora, va'.

11) Se potessi decidere che giorno sarebbe domani, che giorno sceglieresti?
Mercoledì, il giorno di Edo, il mio maestro jedi. Ma questo solo fino a cinque minuti prima di suonare il campanello del suo studio.


E ora le mie, che sottopongo ai maschietti che si affacciano qui (consapevole che non risponderà nessuno, manco Dan11 meancactus, per esempio):

1) Hai una collezione di omeriche figure di merda?
2) Hai mai scarabocchiato un libro?
3) Come vivi il rapporto con le meteore che attraversano il tuo cielo virtuale e poi, così come sono arrivate, scompaiono?
4) Ti è mai capitato di incontrare psicopatici on line?
5) Se no, ti dispiace?
6) Se sì, come l'hai risolta?
7) Da quando hai un blog, la tua vita è: migliorata/peggiorata/la stessa vita di merda di prima?
8) Ti vengono periodi di nausea del web?
9) Sogni o sei desto?
10) Qual è il primo comandamento del tuo eventuale decalogo personale?
11) E adesso che altro mi invento?

mercoledì 6 febbraio 2013

Catene per giovani (e se non lo è più Tazza, figuriamoci io).

Visto che Tazza ci ha chiamate in causa, comincio io (Angie) a rispondere alle domande della catena, poi la Cri provvederà con le sue e vedremo chi ha sparato più boiate (ovviamente parto avvantaggiata).

1- Quante id avete o avete avuto online?
Una sola (Syrys85) ma ciò non mi impedisce di avere personalità multiple.

2- Perché Diciassettenne pone come equivalenti cena, scopata, vincita in denaro e rissa?
Non lo so ma di sicuro c’entrano: gli alieni, Abberlsuconi, il governo Monti, gli illuminati, le scie chimiche e il signoraggio bancario.

3- Può essere perché è nata negli anni '90?
Anche.

4- Qual è il vostro blog preferito?
Seguo poco ultimamente ma di solito mi fermo a leggere quello di Smeriglia e il tuo (Tazza) quindi direi un pari merito.

5- Quanto si sta meglio adesso che sulle piattaforme blog gira meno gente?
Mai sofferto di agorafobia 2.0, tanto posto che frequenti cretini che trovi.

6- Si vede che sto andando a caso?
Noooo! Gli sceneggiatori di Lost troverebbero dei nessi logici anche qua.

7- Quanti blog avete/avete avuto/invito a cena/botta e via?
Gnisùno e mi sa che è meglio così.

8- Consigliatemi un blog molto bello
Al momento non mi sovvengono a parte quelli di cucina (sarà colpa della torta paradiso che ho in forno).

9- Avete tabù in particolare nel sesso?
Non che io sappia. Al momento mi auguro che sia come la faccenda di andare in biciletta se no più che altro avrò problemi di memoria e necessità di ripetizioni.

10- Pesche o albicocche?
Pesche noce.

11- Fumate erba?
Talvolta ma non mi dà effetti particolari a parte un sonno micidiale.

Ecco le mie 11 domande, le persone "taggate" saranno: Eli, Tazza, Dan11, ThaAubergine (voglio vedere se 'sti blogger serii si dedicheranno alle bojate), Van Deer Gaz e signora, l'AnonimoConiglio e MonePurtroppo. :D

1)Quali sono state le imprescindibili motivazioni per aprire il tuo blog?
2)Secondo te dovrei decidermi ad aprirne uno mio o posso continuare a scroccare quello della Cri?
3)Undici domande non ti sembrano un po' tante?
4)Ti è mai capitato di trascurare la "vita" virtuale per quella reale?
5)Cosa pensano i tuoi sodali non internauti del fatto che sei un bloggatore?
6)Ti sei mai divertito a trollare, se sì chi e perché?
7)Hai mai subito l'attacco di un troll?
8)Come ti sei regolato? (Mazza chiodata, pece bollente e piume di gallina, ascia bipenne etc...)
9)C'è vita su Google+?
10)Il Prof. Morte si è imborghesito iscrivendosi a FaceBook o è una mia impressione?
11)Argomento a piacere (perché ho esaurito il tasto "?").

giovedì 27 settembre 2012

Pink flamingos/2

E adesso, per celebrare degnamente lo sconfinamento delle 25.000 visualizzazioni di questo blogghino, facendo un po' la vaga nella speranza che passi inosservato salvando il mio onore - ché ci vuole una bella spudoratezza ad osare tanto -, tiro fuori dal fondo della pattumiera l'altro mio rifiuto musicale del cuore.

Ooooooh. Questo, più che un rifiuto, è una discarica intera. E' l'apoteosi dell'immondizia. 

Venditti non è solo melenso, gregoriano come Baglioni - la cui tendenza madonnara è incarnazione di una specifico e precipuo aspetto dell'indole trash, "de panza", della romanità. 
Venditti è il vessillifero di un'altra corrente, ancora più caratteristica: la paraculaggine.
Dopo i primi albori diffusamente "impegnati" in coppia con De Gregori, difatti, egli - vuoi per sua naturale inclinazione, vuoi per la discreta influenza di qualche addetto ai lavori che nella sua vocalità forse intravede prospettive di rientri economici da hit parade - scivola progressivamente dall'ispirazione alla commercializzazione. Per cui, dopo essersi mantenuto in precario equilibrio tra arte e mercato fino a Sotto il Segno dei pesci (uscito nel 1979), negli anni ottanta, pregni di edonismo reaganiano, si sbraca senza pudore, diventando un idolo del pop melodico con un'offensiva a palle incatenate di tre LP di seguito, uno più scafato dell'altro: Cuore, Venditti e Segreti, e - badaboum badaboum! - il grande botto di In questo mondo di ladri.
Io, ovviamente, li adoro tutti e tre. Sono la colonna sonora della mia giovinezza, delle mie timide speranze, del mio aprirmi alla vita. Cuore, del 1984, sono i miei vent'anni. Con Venditti e segreti, 1986, comincio a lavorare in mezzo alla gente che lascerà un segno perenne nella mia esistenza, nel posto dove passerò i tre anni più faticosi e più stimolanti della medesima. Con In questo mondo di ladri, nel momento clou, che come tutte le vette di massimo fulgore già porta in sé i germi della decadenza, mi congedo in bellezza da quel mondo che rimpiangerò per sempre per andare a seppellirmi nella pubblica amministrazione.
Mi ricordo sabati e domeniche passati a studio, con il mio amato capo che si affacciava a dare uno sguardo, ancora più bello e cool nei vestiti informali del week end. Mi ricordo nottate passate a quadrare bilanci, o a lavorare per la verifica della Guardia di Finanza, intermezzate da certi pasticcini raffinatissimi che lui ci portava per confortarci e coccolarci un po', e da tanta musica. Questa.

E da In questo mondo di ladri, siore e siori, ecco la punta di diamante, la canzone più ruffiana che Venditti abbia mai scritto, che non a caso egli sostiene essere la sua preferita.
E' anche la mia.
E ogni volta che la risento la dedico nel mio cuore melenso a coloro che nel mio cuore dimorano.

Ricordati di me.


(Sniff. Questa musica mi rende sempre felice. Come sono banale...)

sabato 22 settembre 2012

Pink Flamingos/1


Oggi, siccome ho il vizio di coltivare i miei pensieri ossessivi e amo rigirarmi nella mia melma interiore, ed è sabato, giorno in cui molta gente normale fa le pulizie, mi è venuto in mente di rivoltarmi un po' nella mia spazzatura.

Dunque questo che segue è un post trash, dove mi accingo a fare outing sulle mie debolezze più recondite e vergognose.

Chi di noi non ha mai subito una fascinazione oscura e invincibile per cose che sente come repulsive? Se ce n'è uno, alzi la mano. 

Tutti fermi, eh? 

E ora la alzi chi a quella fascinazione cede spesso e volentieri. ZAC! Che foresta! Sembra di stare al  live Wembley Stadium '86 durante la performance di Radio GaGa di Freddie. (Che meraviglia! Pensarci mi emoziona ed esalta ancor oggi come allora... Che spettacolo. Prima o poi me lo regalerò in un post.)

Io faccio senz'altro parte della schiera che la alza. Anzi, le alza tutte e due. Anzi, si mette a saltellare a ripetizione sulle gambe come una molla e non smette più. Solo perché sprovvista di ali per sollevarsi in volo e restare per aria a librarsi su tutti gli altri.

Sono la regina dell'attrazione per la repulsione. Nella quale indulgo continuamente, con enorme e consolante sollievo.

Sono una crepuscolare. Una replicante del Gozzano che forse, potrebbe, amare d'amore solo l'amica Carlotta di nonna Speranza, ossia, un'immagine muffa e stantia di una ragazza che non esiste più, su una fotografia di un mondo che non c'è più, da vagheggiare in modo estetico, indolente, senza costrutto. Una dandy che, per curarsi i lividi delle sue rovinose cadute dai voli pindarici che compie allo scopo di sottrarsi al confronto con la rozza ma impegnativa realtà quotidiana, va a rifugiarsi nel kitsch delle "buone cose di pessimo gusto".

Dalle stelle alle stalle. E viceversa, su e giù da una montagna russa che la stordisce, la placa e la infervora. Sconvolta, con lo stomaco sottosopra, spaventata e ammaccata. Ma illusa che sia meglio distrarsi così piuttosto che affrontare la banale e terribile concretezza che da sempre, per pregressi buoni motivi, la atterrisce.

E insomma: confesso che, tra le mie segrete miserie, c'è una perversa passione per le vischiosità delle canzoni di Baglioni e Venditti. 

Il primo lamentoso compagno di merende dei miei diciott'anni, testimone e complice dei miei turbamenti sentimentali e sessuali del periodo.
Di lui ho ripreso, nascondendomi come una ladra, a riascoltare roba nel febbraio 2006; anno in cui il mio ex ex capo, allora ancora solo collega, venne trasferito ad altra sede per promozione e se ne andò dalla stanza matrimoniale che dividevamo da sei anni prima. Come tutti i matrimoni, stavamo attraversando una crisi, e ci comportavamo come Sandra e Raimondo in casa Vianello già da un po'. Dunque mi sembrò, al momento, che il suo trasferimento mi facesse piacere; al massimo, mi lasciasse indifferente. Celiando, allora, gli misi su, il lunedì della sua ultima settimana, in ufficio, la canzone sottostante. Scoprendo poi che invece, scherzando scherzando, ero entrata in una telenovela sudamericana di scene madri in cui mi si aprivano ad ogni piè sospinto - in stanza, nei corridoi, al bar all'angolo, per strada, a casa mia - le cataratte di una diga di lacrime che allagò cose e persone, compreso lui e il suo vestito di tweed di buon taglio, per quello ed altri giorni a venire. Favore che lui mi restituì puntualmente ad aprile 2011, quando, dopo esser tornato da noi come nostro dirigente per tre anni, ed esser io stata la sua segretaria personale, fu ritrasferito, stavolta per degradamento, e si mise letteralmente a piangermi addosso, alla faccia del nostro rapporto burrascoso e non di rado rancoroso, senza riuscire a smettere, per un tempo equivalente al mio precedente, se non addirittura superiore.

Questa la canzone, che mi è rivenuta in mente per un complesso di sensazioni idiote in questi giorni. E che riascolto assaporandone tutta la squallida, melensa tenerezza.


(Brrrrr. Mi pare che per adesso basti e avanzi. La canzone di Venditti ve la risparmio, per oggi. Rimandiamola a domani. Buon sabato a tutti)

(Ringrazio la Volpe per avermi spiegato il sistema di sovrascrivere un link. Hai visto, Giulio? Funziona. Ho imparato!)


venerdì 13 luglio 2012

Canto (quel motivetto che mi piace tanto)/3

Al terzo posto:
(Questa è la musica di Matteo sul mio cellulare. Una canzone bellissima, colonna sonora appassionata e discreta di un filmetto romantico che mi incanta e mi commuove tuttora - tra l'altro con un maiuscolo John Gielgud in una grande parte tutta recitata per sottrazione - che dietro l'apparente disimpegno tocca punti dolenti dell'anima, con il classico improbabile happy end hollywoodiano che costituisce la cifra delle più grandi commedie degli anni d'oro, quell'adesione alla "promessa di felicità" che fidelizzò il pubblico al cinema. Un piccolo grande film, per me, che la canzone, sommessamente, senza troppo prendersi sul serio, senza ambizioni eccessive, con la voce sottile e vellutata di Christopher Cross, punteggia in modo egregio)

Al secondo posto:
(Questa invece è la colonna sonora di un film che è un'autentica cagata. Eppure non riesco ad ascoltarla, ogni volta, senza sentirmi battere forte il cuore. Più forte dei tamburi del formidabile Phil. Dio, se mi esalta. Mi sembra che mi elevi al di sopra di tutto, che mi faccia sgranare gli occhi affascinata, che sia rimedio miracoloso alle mie ferite)



E al primo posto, in saecula saeculorum, non c'è nulla da fare, c'è sempre e solo lei:
(Di questa potrei parlare per ore. Della voce seducente del dandy Bryan Ferry che mi fa tremare le gambe. Dell'atmosfera irresistibile, del ritmo carnale, primordiale, dell'eleganza che si fa desiderio, desiderio che si realizza. Ma anche del video, che mi spacca ogni volta il cuore in due come una mela, toccandomi l'anima, dando voce e corpo alle mie fantasie di amore più disperato, con un uomo di tanta inquietante e perfetta tenerezza...)

E ora spero che qualcuno replichi con le sue canzoni che lo fanno stare bene. Sarebbe bello, e mi farebbe gran piacere. Buon week end a chiunque passerà di qui. Baci.
<3

Canto (quel motivetto che mi piace tanto)/2

Al settimo posto:
(Samuele Bersani invece lo amo parecchio. Questa, incredibilmente, è la canzone che me l'ha fatto conoscere sul serio. Incredibilmente perché è il singolo di un album arrivato piuttosto avanti nella sua carriera, quando aveva già scritto da anni roba maiuscola come Spaccacuore o Giudizi universali. Ma questa canzone mi ha costretto a fermarmi, a riflettere. Mi ha regalato anche parecchie emozioni. Non è sentimentale, è proprio concreta. Che poeta, Samuele)

Al sesto posto:
(Ah, Kim Carnes, altro mito della mia giovinezza. Com'è meravigliosamente 80's. E questa canzone fece furore. Almeno dentro di me. Solo ad ascoltare le prime note mi sale il cuore in gola. E pensare, leggo ora su wiki, che è stata composta nel 1974, passando del tutto inosservata. Poi arrivò, nel 1981, Kim, con quella sua voce roca e sporca...)

Al quinto posto:
(Oh, quanto ho amato, e amo, e amerò Freddie. La sua energia affettiva, la sua vitalità. Qui era già malato, forse lo sapeva già, chissà. Eppure quanta folle positività trasmette, quanta disperata gioia di esistere e godersela. Quanto è cute, quanto visionario, quanto semplice e divertente, quanto ambiguo, quanto tenero, quanto potente, quanto demoniaco, quanto angelico! Che animale magnifico, che anima meravigliosa)

Al quarto posto:
(Uhu, già a sentire l'incipit di bossanova vibro. Canzone poco nota, per me la migliore di un album che ho idolatrato nel lato A, prima inter pares di una cinquina di singoli assoluti - Tragedy in testa - e totalmente ignorato nel lato B. E' ipnotica, mi infonde serenità, ma al contempo è energica, effusiva. Si dilata per me in cerchi concentrici, allontanandosi all'infinito, e la mia testa con lei)