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venerdì 13 luglio 2012

Canto (quel motivetto che mi piace tanto)/2

Al settimo posto:
(Samuele Bersani invece lo amo parecchio. Questa, incredibilmente, è la canzone che me l'ha fatto conoscere sul serio. Incredibilmente perché è il singolo di un album arrivato piuttosto avanti nella sua carriera, quando aveva già scritto da anni roba maiuscola come Spaccacuore o Giudizi universali. Ma questa canzone mi ha costretto a fermarmi, a riflettere. Mi ha regalato anche parecchie emozioni. Non è sentimentale, è proprio concreta. Che poeta, Samuele)

Al sesto posto:
(Ah, Kim Carnes, altro mito della mia giovinezza. Com'è meravigliosamente 80's. E questa canzone fece furore. Almeno dentro di me. Solo ad ascoltare le prime note mi sale il cuore in gola. E pensare, leggo ora su wiki, che è stata composta nel 1974, passando del tutto inosservata. Poi arrivò, nel 1981, Kim, con quella sua voce roca e sporca...)

Al quinto posto:
(Oh, quanto ho amato, e amo, e amerò Freddie. La sua energia affettiva, la sua vitalità. Qui era già malato, forse lo sapeva già, chissà. Eppure quanta folle positività trasmette, quanta disperata gioia di esistere e godersela. Quanto è cute, quanto visionario, quanto semplice e divertente, quanto ambiguo, quanto tenero, quanto potente, quanto demoniaco, quanto angelico! Che animale magnifico, che anima meravigliosa)

Al quarto posto:
(Uhu, già a sentire l'incipit di bossanova vibro. Canzone poco nota, per me la migliore di un album che ho idolatrato nel lato A, prima inter pares di una cinquina di singoli assoluti - Tragedy in testa - e totalmente ignorato nel lato B. E' ipnotica, mi infonde serenità, ma al contempo è energica, effusiva. Si dilata per me in cerchi concentrici, allontanandosi all'infinito, e la mia testa con lei)

martedì 11 ottobre 2011

Lascia stare

Eccoli, son tornati a trovarmi, i miei amici più stretti ed affezionati. I sensi di colpa.

"Stanco
tanto"
mi ha scritto qualche giorno fa il caro filibustiere che mi sta nel cuore (lo posso dire perché tanto non leggerà mai 'sto blog, perché se lo sapesse mi rimbrotterebbe per la mia melensaggine) e, Dio, quanto lo capisco.

Sono tanto stanca anch'io. Stanca di dover pagare un prezzo tanto alto per le mie insicurezze, per le mie indecisioni, per la mia incapacità di accettare amorevolmente le mie pulsioni e i miei slanci, che poi sarebbe l'unico modo per guidarli e contenerli.

Stanca di costruirmi un castello nella testa e di visitarlo in continuazione fino a scambiare quella vita per la realtà. Stanca di non riuscire a sovrapporre l'immagine anoressica che ho di me stessa con la me stessa reale. Stanca che ad ogni momento di gioia esaltante di bimba segua, inevitabilmente, lo sprofondo nell'abisso della riprovazione.

Non sono stanca di vivere cristallizzata nella mia fiaba di Bella Addormentata. Sono stanca, stanca, stanca di castrarmi rimproverandomelo continuamente.

Che poi è il modo migliore per continuare a farmici rifugiare, in un eterno loop senza speranza.

Sono stanca di stare male.