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mercoledì 29 agosto 2012

A come abusivo

Potresti per piacere uscirmi dalla testa e trovarti un altro posto dove stare? Lo vedi da te, non c’è tanto spazio, è piena di ciarpame e non c’è ragione di averti ospite nel sonno ogni notte quando poi al risveglio non ci sei. E’ irritante: faccio una gran fatica a non pensarti, impegno con dovizia tutto il giorno, faccio gente vedo cose (no, forse è il contrario, vabbè) e poi basta un nanosecondo di distrazione e zac! Salti fuori con un’immagine, una parola, un colore. A tradimento. Lo so, mica è colpa tua, è solo che il pensiero di te si sè intrufolato qua dentro e sta facendo confusione, un po’ troppa forse, per uno che non conosco neanche tanto. E pure per questo mi vergogno, magari ti accorgi che oltre alle cianfrusaglie c’è pure un sacco di polvere e di ragnatele, qua dentro. Almeno dimmi, lo fa anche a te di pensare troppo forte, di sentirti come le bocce dei pesci rossi del luna park, quelle senza nemmeno la rena dentro né uno straccio di alghetta di plastica dietro cui nascondersi? La fifa blu che l’altro veda tutto, senta tutto anche dalla distanzissima e che questo pensiero inopportuno lo possa allontanare, che faccia paura, che gli dia quell’aria da perseguitato politico che fai sempre anche tu quando ti viene dietro qualcuna che non ti aggrada, “Oddìo no! Eccone un’altra…” Ecco: io quella faccia per me non la voglio, mi farebbe sentire come nei giorni peggiori, quelli in cui mi vedo l’essere più repellente della terra a pari merito solo col Varano di Comodo. Per questo ti ri-chiedo, per piacere, di uscire. Come vedi se non c’è posto per me nella tua testa non vedo perché tu debba star qua troppo a lungo ché se poi venisse qualcun altro che volesse entrare come la mettiamo? Cervello e cuore non si fanno soppalcare.

martedì 30 agosto 2011

A bug's life

E proprio il giorno dopo a quello in cui siamo rientrati alla base di città, a mia suocera viene in mente che tutti questi calabroni, la sera, sul portico, al primo accendersi delle luci, sono una faccenda strana. E così scopre in solaio, sopra le nostre teste, un nido gigantesco dei medesimi.

Hanno chiamato, lei e mio suocero, la Protezione Civile per la disinfestazione. Pare che sia compito loro anche questo. La Protezione Civile, rendiamoci conto. Che ha detto "arriviamo in serata, a meno di urgenze gravi". E avrei pure voluto vedere!

Per dire la pericolosità della faccenda.

M'immagino lo sgomento retrospettivo di Angie all'apprendere la notizia. Angie, non preoccuparti! Uomini scafandrati come astronauti li hanno sterminati, hanno individuato e ucciso il calabrone "regina", hanno distrutto liquido mieloso ed un mare di uova e hanno portato via l'osceno immenso pignone. Ora puoi stare tranquilla e tornare quando vuoi!

Però è singolare constatare come io viva praticamente circondata da insetti. Per dire, anche su FaceBook me ne han dato noia un paio, in questi giorni. Fortunatamente quelli non hanno pungiglioni pericolosi. Son solo fastidiosi, e un tantino schifosi. Come le larve che sono, poveretti.