"L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L'amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà."
Leggo il due luglio su FaceBook questa citazione di Herman Hesse in bacheca di un'amica. Sono particolarmente sensibile al tema, in questi giorni, e la sento colpirmi con forza, trapassarmi come una lama di luce la mente, allentarmi la rigidità della della cassa toracica.
La condivido immediatamente sulla mia pagina di DilloallaCri, che negli ultimi mesi, perdendo causticità, è diventata più uno spazietto di autocoscienza meditativa.
La visualizzano, in tre giorni, cinquanta persone.
La visualizzano, in tre giorni, cinquanta persone.
"Certi amori non finiscono, fanno dei puttantour immensi e poi ritornano".
Questa - una scemenza senza fine triste, una caduta di stile del tutto estemporanea e insignificante che probabilmente non avrei postato nemmeno nei giorni più foschi della mia rabbia depressiva, mesi e ormai anni fa - viene condivisa, il giorno successivo, sulla pagina da un'altra amministratrice della medesima.
La visualizzano, in due giorni, duecentoquarantaquattro persone.
Questa - una scemenza senza fine triste, una caduta di stile del tutto estemporanea e insignificante che probabilmente non avrei postato nemmeno nei giorni più foschi della mia rabbia depressiva, mesi e ormai anni fa - viene condivisa, il giorno successivo, sulla pagina da un'altra amministratrice della medesima.
La visualizzano, in due giorni, duecentoquarantaquattro persone.
E non c'è più niente da dire o da fare, mi pare.