Il pensiero della sofferenza non è discorsivo. Il pensiero urta contro il dolore fisico, contro la sventura, come la mosca contro il vetro, senza poter progredire in alcun modo né scoprirvi nulla di nuovo, e senza potersi impedire di tornarvi. Così si esercita e si sviluppa la facoltà intuitiva. Eschilo: "Mediante la sofferenza la conoscenza". Fare della sofferenza un'offerta è una consolazione, e quindi un velo gettato sulla realtà della sofferenza. Ma lo è anche considerare la sofferenza come una punizione. La sofferenza non ha significato. E' questa l'essenza stessa della sua realtà. Occorre amarla nella sua realtà, che è assenza di significato.
(Grazie a Bruno per la musica. Io adoro Piazzolla, ma non avevo mai avuto il coraggio di sentirlo suonato da altri che da lui... Invece questa esecuzione è bellissima, e ci sta perfetta.)