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domenica 3 agosto 2014

Portami il girasole

Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.


(Rari girasoli, quest'anno, in Valdichiana. Tornata su due settimane fa, percorrendo la panoramica Sarteano-Cetona, che l'anno scorso m'aveva regalato glorie di distese di questi fiori regali intervallate a vigneti e a cipressi che sembravano aver fatto da modello a Dio per la creazione del Paradiso terrestre, ho dovuto far fronte al piccolo dispiacere di dovermi rammentare, io che nell'agricoltura ci bazzico da più di vent'anni e queste cose le dovrei tenere ben presenti, la rotazione colturale dei seminativi, nel cozzare contro la delusione di trovare in luogo di girasoli tappeti brunastri di grano già mietuto. Dovendo così, dopo aver scoperto questa poesia di Montale nella sua strofa di centro, apposta come didascalia ad un dipinto della preziosa mostra di Lawrence Alma-Tadema con cui mi son lustrata gli occhi la primavera scorsa nel Chiostro del Bramante, associandola subito a quel paesaggio agreste idilliaco, ridimensionare i miei epici furori.
Ma uno splendido girasole superstite, la mattina del mio rientro a Roma, son riuscita a scovarlo e a fotografarlo, in un campo nei pressi di quello che è il più pittoresco casello d'Italia, quello di Chiusi. E, sarà stato per la vivida esperienza che ancora mi riempiva gli occhi e l'anima, due sere di fila al Castello di Sarteano a correr dietro ad una Alice sempre uguale e sempre diversa nell'incredibile, prodigiosa, davvero meravigliosa versione di "Alice - fuori dal paese delle meraviglie" allestita e messa in scena con indicibile bravura e soprannaturale talento e amore dalla formidabile Compagnia degli Arrischianti, quel maestoso girasole solitario mi è sembrato racchiudere egregiamente tutta la poesia di Montale, tutta la bellezza del mondo.
Portami il girasole ch'io lo trapianti, portami il girasole impazzito di luce: stasera, di nuovo in quelle terre benedette, avrò la gioia e la grazia di tornare ad assistere ad un altro incanto teatrale, e a cercare altri girasoli.)

sabato 24 agosto 2013

Tempo d'estate 3/ Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.