Visualizzazione post con etichetta Prigioniera di Stalin e di Hitler. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Prigioniera di Stalin e di Hitler. Mostra tutti i post

sabato 16 febbraio 2013

Summertime

In prigionia ci si dimentica di come viva una persona libera. Se ne conserva soltanto un'indistinta percezione. Durante l'internamento la mia nostalgia forgiava l'immagine di un ombreggiato sentiero boschivo ricoperto d'erba, contornato dalle precoci fronde estive ed illuminato da macchie di sole verdi-dorate.Ora che stavo attraversando la selva della Turingia, il sogno si trasformava in realtà. Nella valle ridente la strada seguiva i tornanti di un ruscello montano. Era il mese di giugno ed i campi erano un'esplosione di fiori. Il verde smagliante dell'erba si stagliava all'orizzonte contro gli scuri versanti montuosi fitti di faggi ed abeti. Ad un certo punto il corso d'acqua deviava dalla provinciale formando una grossa curva ed io attraversai i prati profumati per poi fermarmi sulle rive coperte di sterpaglie. I cespugli formavano degli anfratti che sottraevano alla vista della strada ed una roccia piatta mi sembrò il posto ideale per fare il bagno. Su entrambe le sponde alberi e cespugli si chinavano sullo specchio d'acqua proiettandovi larghe zone d'ombra. Il gorgoglio dell'acqua sovrastava gli altri rumori. Deviata dai massi rocciosi scivolati in acqua, la corrente formava piccole cascatelle, gorghi e pericolosi mulinelli che spingevano lontano dalla riva. Scivolai in acqua con precauzione, mi aggrappai alle rocce con entrambe le mani e lasciai lottare il corpo contro la corrente. Il contrasto con l'acqua gelida ed impetuosa risvegliò in me una sensazione di gioia fisica, quel brivido animale per la vita da tanto sopito.