Stamane sono uscita di casa presto, a piedi.
Senza salutare nessuno.
Senza dire dove andavo.
Col mio libro in mano, gli occhiali al sommo della testa, protetta dalla nebbia del mio sguardo miope che scontornava tutto, e dal silenzio che invece marcava il mio contorno, delimitando il mio spazio vitale.
Come una figurina stagliata in primo piano nell'acquarello di un indefinito paesaggio di sogno.
Autosufficiente, sola, non intimorita di essere persona.
Con un vago sorriso sul volto.
Turbata e insieme serena, ho camminato assaporando in crescendo ad ogni piè sospinto la struggente sensazione di distacco nel non aver più bisogno di qualcuno. Quel senso, che mai era stato mio, di dolce fortezza, e di tenero dolore, per l'impossibilità di credere ancora alla nostalgica illusione di una fusione vagheggiata dall'inizio del mio tempo sulla terra e mai sperimentata.
Straziata e felice della scoperta della mia unicità.
Col cuore incrinato, le lacrime sul viso, il petto che mi si apriva, dilatato in respiri sempre più ampi, sempre più profondi.
Faceva freddo. Al ritorno ho alzato la testa, scoprendo la meraviglia della chioma verde di un pino immersa nel contrasto di un cielo così azzurro da parere un disegno coi pastelli a cera di un bambino.
Non si può trattenere la primavera.
You can be sure that I will never
Stop believing
The blushing rose will climb
Spring ahead or fall behind
Winter dreams the same dream
Every time
Baby you can never hold back spring
Even though you've lost your way
The world keeps dreaming
dreming of spring
So close your eyes
Open you heart
To one who's dreaming of you
You can never hold back spring
Remember everything that spring
Can bring
Baby you can never hold back spring
Baby you can never hold back spring