sabato 21 maggio 2011

Finisce così (talvolta, nei libri)

Più tardi, quel giorno, fecero una lunga passeggiata sulla spiaggia. Mentre sedevano sulla sabbia contemplando le tinte del porto intensificate dal crepuscolo, John fu pervaso dall'intima convinzione che non avrebbe mai dimenticato nulla di quanto stava accadendo. Le fibre sottili, quasi piumose dei pezzi di legno argentati dal sole che raccolsero per accendere il fuoco entrarono a far parte dei suoi ricordi, per esservi conservati durante decenni dopo che la legna sarebbe divenuta cenere, ed anche i richiami dei gabbiani, quella sera, si incisero per sempre nella sua mente.
Questa sensazione che tutto ciò che provava fosse in qualche modo definitivo, persistette. V'era, ad esempio, l'immagine di Molly energica massaia, una giovane donna con un fazzoletto sul capo, che impiegò la seconda mattinata della loro luna di miele strofinando i pavimenti sulle mani e sulle ginocchia, pulendo l'appartamento sopra il garage, lasciato da Bart in un disordine indescrivibile. V'era il viso serio di Molly, l'implume intellettuale, che insisteva per non essere interrotta mentre scriveva versi. E un'ora dopo vi fu la sensuale immagine di Molly, ritta con studiata noncuranza sul pontile, come una fanciulla di Bali, senz'altro indosso all'infuori di un rosso asciugamano da spiaggia intorno alla vita, e intenta a gustare una banana.
Alle tre della seconda notte che passarono all'isola, un temporale si abbatté sul vecchio albergo. Mezzo addormentato, John si rizzò a sedere sul letto, improvvisamente, con gli ululati del vento nelle orecchie. La pioggia crepitava contro i vetri delle finestre e frustava il fogliame. Nell'attimo del risveglio egli rimase confuso, e gli parve quasi di essere tornato di nuovo ragazzo, con Bart che giaceva malato e ubriaco nella stanza vicina. I suoni della solitudine, nitidi nel ricordo, lo circondavano da ogni parte, i tonfi di un'imposta rimasta aperta, le sferzate dei rami degli alberi, e il ritmo sempre più affrettato della risacca. Una sensazione mortale, familiare, si impadronì di lui finché un lampo non squarciò le tenebre. Nel suo bagliore vide Molly giacere accanto a lui, con i capelli sciolti sul cuscino e una spalla abbronzata che emergeva dal vortice bianco del lenzuolo. Poi furono di nuovo le tenebre. Il colpo di tuono che seguì la destò. "Johnny?" disse. "Sei qui?"
"Sì" egli rispose.
Molly sospirò, si voltò rannicchiandoglisi contro, e si riaddormentò. Per molto tempo egli giacque desto ascoltando il temporale. L'incessante scroscio della pioggia era sereno e piacevole.

2 commenti:

  1. Toh, un'altra diciassettenne "finché mi va"!

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  2. Ahahahah, 17enne, c'ero prima io. Da un sacco di anni prima... ;)

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