giovedì 17 aprile 2014

Return to Innocence



That's not the beginning of the end
That's the return to yourself
The return to innocence.

[Love - Devotion
Feeling - Emotion]

Love - Devotion
Feeling - Emotion

Don't be afraid to be weak
Don't be too proud to be strong
Just look into your heart my friend
That will be the return to yourself
The return to innocence.

If you want, then start to laugh
If you must, then start to cry
Be yourself don't hide
Just believe in destiny.

Don't care what people say
Just follow your own way
Don't give up and use the chance
To return to innocence.

That's not the beginning of the end
That's the return to yourself
The return to innocence.

About time

I periodi di tempo sono qualcosa di strano e di contraddittorio, riguardo allo spirito. Sarebbe ragionevole supporre che un periodo di vita abitudinaria e priva di avvenimenti debba sembrare interminabile. Dovrebbe essere così, eppure così non è. Proprio i periodi noiosi e senza avvenimenti sono privi di durata. Un tempo spruzzato d'interesse, ferito da una tragedia, spaccato in due dalla gioia: questo è il tempo che sembra lungo al ricordo. E a pensarci su, è giusto. Dove non ci sono avvenimenti, non ci sono pali a cui appendere la durata. Dal nulla al nulla non vi è tempo di sorta.

sabato 12 aprile 2014

Così celeste

Roma quanto sei stupida stasera, in cui io, in missione per conto della giacobina, dopo l'ufficio invece di andare a casa devio verso il tuo centro, parcheggio sotto la lama del sole al tramonto all'angolo con Piazza della Pilotta e mi avvio a piedi verso l'ex Rinascente ora Zara di Via del Corso seguendo il solito tragitto che passa per Fontana di Trevi e Galleria Colonna, quello che le mie gambe hanno percorso migliaia di volte da quando sono su questa terra, perdendo magicamente peso e fatica ad ogni falcata.
Quanto sei stupida, Roma, quanto sei ruffiana, quando meno di un'ora dopo esco dalla Feltrinelli e poi anche dalla Galleria, ingolfata di pacchetti di profumi e di libri, e mi incammino a ritroso su quelle tue pietre accumulando, un piede dietro l'altro, le mie ennesime impronte sopra al minutissimo puzzle degli altri miliardi di miliardi di passi perduti e ritrovati, presenti e passati, di estranei sconosciuti che ti hanno calpestata, di persone care che m'hanno camminato accanto, un anno, due anni fa, o dieci, o trenta, ed è frattanto sceso su di te il manto della notte, un manto scuro così celeste, e nell'aria c'è una freschezza lieve che solo qui da te, di sera, in aprile può aleggiare, una freschezza che ti lucida e ti rimette a nuovo come fossi stata costruita oggi, come se non t'avessi mai attraversata prima d'ora, come se tu ti schiudessi al mio passaggio per la prima volta; un senso di non so che aspettativa di felicità, che trasfigura come un incantesimo le facciate in ombra dei palazzi e i volti dei turisti divenuti tutti così familiari, così perfettamente inseriti nel quadro che mi circonda, come se non ci fosse altro posto nel mondo più adatto a loro di questo, come se fossero sempre vissuti qui con me, come se la loro espressione competente, l'accuratezza nello svolgimento del loro ruolo, si stemperasse in un languore segreto e morbido che è lo stesso mio, che è lo stesso loro. Dalla centralità del mio essere volgo lo sguardo in giro, e vedo tutti gli uomini belli, e bellissime le cosce delle ragazze sfiorate da stoffe svolazzanti, sorelle delle mie, che paion anche loro rinvigorite da stamane, quando sono riuscita ad infilarmi uno dei tubini che non mi entravano più scoprendo giubilante una sorta di salto a ritroso del tempo, e così pure del mio girovita, e che ora ondeggiano nelle mie calze color perla tra il biancore di tutta quella massa di carne giovane discretamente indistinguibile dalla mia.
Quanto sei stupida, Roma, quanto puttana, nel danzarmi intorno corteggiandomi così, come se fossi per te unica e speciale quanto tu lo sei per me e per qualche altro centinaio di milioni di persone, insinuandoti nel mio cuore fino a spaccarlo in due come un cocomero maturo, e inondandolo d'amore, amore immenso, totale e appassionato, e di gioia purissima, e fierezza inesprimibile, nel sentirti mia, mia, parte delle mie viscere, sangue del mio sangue, ossa delle mie ossa, e nel farmi pensare inebriata che non sono mai stata innamorata di nessuno come lo sono di te, che tu, solo tu, sei il mio solo uomo e la mia sola donna, e uguale io per te, e che questo è un miracolo che si rinnova di anno in anno, da prima che io esistessi, quando tu invece c'eri già, e anche quando io sarò finita, e tu continuerai ad esserci ancora.

Un altro sole, quando viene sera 
Sta colorando l'anima mia 
Potrebbe essere, di chi spera 
Ma nel mio cuore è solo mia! 
E mi fa piangere e sospirare 
così celeste, she's my baby
E mi fa ridere, bestemmiare,
e brucia il fuoco, she's my baby


lunedì 7 aprile 2014

Weather to fly

Buona settimana a tutti. E ora apriamo le ali!




Are we having the time of our life?
Are we having the time of our lives?
Are we coming across clear?
Are we coming across fine?
Are we part of the plan here?
Are we having the time of our lives?
Are we coming across clear?
Are we coming across fine?
Are we having the time of our lives?
Are we part of the plan here?

We have the drive and time on our hands
One little room and the biggest of plans.
The days were shaping up,
Frosty and bright.
Perfect weather to fly
Perfect weather to fly

Pounding the streets where my fathers feet still
Ring from the walls,
we'd sing in the doorways,
or bicker and row
Just figuring how we were wired inside
Perfect weather to fly

So in looking to stray from the line
we decided instead
we should pull out the thread that was
stitching us into this tapestry vile,
And why wouldn't you try?
Perfect weather to fly

domenica 6 aprile 2014

Una sola stella nel firmamento

Era là, sul banco delle novità, da Auchan, che mi fissava, Federico. Mi attirava e mi respingeva.
Alla fine l'ho preso, piena di timore perché sapevo cosa ci avrei letto dentro.
Mi sono uscite le lacrime lì, in mezzo alle corsie dell'ipermercato.

Questa, come racconta Patrizia, è la storia di un'esplosione nucleare che ha investito tante persone: Federico, la sua famiglia, i suoi amici, i suoi concittadini, gli abitanti di Viale dell'Ippodromo che quell'alba videro e udirono e non ebbero il coraggio di raccontare.

Questa è una storia atroce di abominio e omertà.

Questa è la storia di Federico Aldrovandi, ucciso a diciotto anni, e poi ucciso di nuovo, più e più volte.
E di sua madre Patrizia Moretti, anche lei uccisa assieme a lui, e poi uccisa di nuovo, più e più volte.

Lei, però, è ostinatamente rimasta viva. E in questo libro ci racconta "la sua" verità.

Che sarebbe, semplicemente, "la" verità, quella di tutti, se questo fosse un paese civile.


venerdì 4 aprile 2014

How to save a life

Accettando con amore il proprio passato, così si salva una vita.
Oggi celebro la mia salvezza. Lo faccio oggi per ricordarmi della gioia che sto provando. Perché domani potrebbe essersi appannata. Perché ogni giorno porta la sua pena.
Ma oggi me lo devo segnare sul calendario. Il giorno in cui mi sono riappropriata di un pezzo del puzzle della mia anima che avevo smarrito, l'ho rimesso al suo posto e ho ritrovato il mio nell'universo.



Step one you say we need to talk
He walks you say sit down it's just a talk
He smiles politely back at you
You stare politely right on through
Some sort of window to your right
As he goes left and you stay right
Between the lines of fear and blame
You begin to wonder why you came

Where did I go wrong, I lost a friend
Somewhere along in the bitterness
And I would have stayed up with you all night
Had I known how to save a life

Let him know that you know best
Cause after all you do know best
Try to slip past his defense
Without granting innocence
Lay down a list of what is wrong
The things you've told him all along
And pray to God he hears you
And pray to God he hears you

Where did I go wrong, I lost a friend
Somewhere along in the bitterness
And I would have stayed up with you all night
Had I known how to save a life

As he begins to raise his voice
You lower yours and grant him one last choice
Drive until you lose the road
Or break with the ones you've followed
He will do one of two things
He will admit to everything
Or he'll say he's just not the same
And you'll begin to wonder why you came

Where did I go wrong, I lost a friend
Somewhere along in the bitterness
And I would have stayed up with you all night
Had I known how to save a life

Where did I go wrong, I lost a friend
Somewhere along in the bitterness
And I would have stayed up with you all night
Had I known how to save a life
How to save a life
How to save a life

Where did I go wrong, I lost a friend
Somewhere along in the bitterness
And I would have stayed up with you all night
Had I known how to save a life

Where did I go wrong, I lost a friend
Somewhere along in the bitterness
And I would have stayed up with you all night
Had I known how to save a life
How to save a life

Pretty woman

"Quando non ti agiti sei bellissima. E molto alta!"

mercoledì 2 aprile 2014

Eu amo tudo o que foi

Eu amo tudo o que foi,
Tudo o que já não é,
A dor que já me não dói,
A antiga e errônea fé,
O ontem que dor deixou,
O que deixou alegria
Só porque foi, e voou
E hoje é já outro dia.


Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, e volato
e oggi è già un altro giorno.

1931

domenica 30 marzo 2014

L'assenza dondola nell'aria

L'assenza dondola nell'aria come un batacchio di ferro
martella il mio viso martella
ne sono stordito

corro via l'assenza m'insegue
non posso sfuggirle
le gambe si piegano cado

l'assenza non è tempo né strada
l'assenza è un ponte fra noi
più sottile di un capello più affilato di una spada

più sottile di un capello più affilato di una spada
l'assenza è un ponte fra noi
anche quando
di fronte l'uno all'altra i nostri ginocchi si toccano

(Un anno che te ne sei andato, io fatico a ricordarmelo. Certe volte mi sembra di non sentire niente. Nemmeno la tua assenza. Come se tu non fossi mai esistito nella mia vita. Come se non ci fosse differenza, tra oggi e un anno fa. E cerco di recuperare qualcosa di te per dare senso alla mia identità. Di colmare quest'assenza dell'assenza.
Ciao, papà, ovunque tu sia)

Love after love

The time will come
when, with elation
you will greet yourself arriving
at your own door, in your own mirror
and each will smile at the other's welcome,

and say, sit here. Eat.
You will love again the stranger who was your self.
Give wine. Give bread. Give back your heart
to itself, to the stranger who has loved you

all your life, whom you ignored
for another, who knows you by heart.
Take down the love letters from the bookshelf,

the photographs, the desperate notes,
peel your own image from the mirror.
Sit. Feast on your life.


Amore dopo amore
Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.