mercoledì 18 dicembre 2013

Vaghe stelle dell'orsa/1

Faccio una gran fatica ad accendere il pc, in questi giorni. Non so se covo qualche malattia, spero di no: ho sempre sonno, mancanza non di energia, ma di irrequietezza, e voglia di starmene rincantucciata sul lettone in mezzo a un mucchio di libri, sentendomi come un bruco nella crisalide, un'orsa in letargo nella tana. Ogni tanto mi appisolo; poi mi riscuoto e ripiglio a leggere per un nuovo segmento di tempo fino alla successiva perdita di conoscenza; il tutto sotto lo sguardo perplesso di Lilith, la nostra gattina, che dopo un po', non riuscendo ad appassionarsi alla pratica per mancanza di cognizioni adeguate di letteratura, ma apprezzando la possibilità di farsi cullare dall'insolito silenzio (ogni silenzio in luoghi nei cui paraggi ci sia io è insolito) e dall'atmosfera tranquilla finisce per addormentarsi su una coperta accanto a me.
Tra i molti libri che mi sono passati per le mani in questi giorni c'è questo compendio di genialità di Marcello Marchesi intitolato Il dottor Divago, dall'appellativo che lui coniò, insieme a molti altri altrettanto perfidi e azzeccatissimi per personalità illustri della vita pubblica e dello spettacolo - tipo Marlon Blando per Marcello Mastroianni, El Cid che tira a Campeador per Francisco Franco,  La penna montata per Dacia Maraini - per Aldo Moro.
Così, siccome quest'anno non ho comperato alcun regalo di Natale, ho pensato di lasciare qualche strenna qui sul blog costituita da poesie o motti coniati dalla mente di questo fantastico Umorista: un mini calendario dell'Avvento costituito da un pensiero marchesiano al giorno, che dono a chiunque passi di qua.
Comincio oggi con quello, celeberrimo, che potrei annettere come motto al blasone, se avessi un blasone.

SUPERTIMIDO
Affogò
perché si vergognava
a gridare
aiuto.

8 commenti:

  1. ...""di Lilith, la nostra gattina, che dopo un po', non riuscendo ad appassionarsi alla pratica per mancanza di cognizioni adeguate di letteratura, ma apprezzando la possibilità di farsi cullare dall'insolito silenzio (ogni silenzio in luoghi nei cui paraggi ci sia io è insolito)"".
    Ecco una doverosa e vera confessione.

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    1. Io confesso sempre! Sono una donna schietta e sincera :D

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  2. ps. Sull'odierno pensiero marchesiano avrei da dirti qualosa, ma a VOCE.

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    1. Quello ora me l'hai detto. Attendo il resto, DAL VIVO. ;)

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  3. Fantastica la tua idea! Il motto poi, pur se noto, lo ritrovi sempre fresco e ti stupisce sempre per la sua genialità che trasforma una tragedia in tragicommedia.

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    1. L'umorismo - oltre all'amore, di cui comunque lo sento impregnato, anche se pare di no - è l'unica lieve, invincibile arma contro la mortalità :)

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