sabato 30 marzo 2013

E la vita la vita

Stamane, insieme a Jannacci, è morto anche mio padre.
Speriamo che andando su insieme si facciano compagnia.
Ciao, papà.

15 commenti:

  1. Mi dispiace Cri, un pensiero lieve ed un abbraccio.
    Marco

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  2. Che dire??? I lutti ci toccano e li dobbiamo pure elaborare. Dolore e fatica. I nostri baci tutti per te.
    Marco e Lu

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  3. Ti abbraccio Cri
    Mi dispiace, so che è un dolore grande perdere il papà.

    Nou

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  4. pensavo fosse una metafora, poi ho letto i commenti e ho capito che è successo davvero: mi dispiace molto, ti mando un abbraccio, laura

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  5. Leggo ora, mi spiace ti abbraccio forte

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  6. veramente una brutta cosa.
    cara cri un abbraccio.

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  7. Un bacio da Brescia. Tu già sai. Ti voglio bene. :*

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  8. leggo solo ora il tuo post, un abbraccio forte.

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  9. Grazie a tutti. Tante volte, in occasione di circostanze del genere, a parti invertite - un amico alle prese con un lutto, io alle prese con il problema di stare vicino all'amico - ho pensato, e magari anche detto, che le mie parole, che tutte le parole, sarebbero state inutili, sterili, magari anche inopportune. Che il dolore uno se lo vive da solo, e magari si infastidisce pure dei maldestri tentativi altrui di confortarlo.
    Non è così. Non c'è stata una, delle parole (non moltissime, in verità) che mi sono state rivolte, in questi giorni, che io abbia sentita inutile, o superflua. Anzi: ho sofferto moltissimo della mancanza di tante altre parole. Ho pianto tanto, in questi giorni, molto più per quella mancanza, per quel sentirmi sola e incompresa da persone che amo, piuttosto che per la perdita di un padre con cui avevo condiviso solo alcuni tratti della mia vita, e che era stata sempre una presenza ingombrante. Anzi, per certi versi il fatto che sia morto è un sollievo, perché mi dà la possibilità di recuperare il mio affetto per la sua parte "buona", finalmente liberandomi dall'orpello della sua parte condizionata, quella che mi ha creato un sacco di casini dal giorno in cui sono nata.
    Tornando alle parole degli amici. Mi ha detto il mio maestro jedi, quando gli ho detto che davvero gli altri sono di conforto e alleviano il dolore o comunque la pesantezza emotiva: "non è che allevino il dolore in senso stretto: ma dilatano lo spazio interiore dove deve rifluire. E' come se un getto potente di acqua dovesse passare in un tubo strettissimo: si rischia di far esplodere il tubo. Se invece il tubo si allarga, l'acqua passa agevolmente, e si riducono le possibilità di danni alle tubature..."

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  10. Vedo solo ora che son stata via dal blog per un po'.
    Mi spiace molto, un abbraccio.
    O due se vuoi.

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