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mercoledì 18 aprile 2012

Bittersweet Symphony

Dopo una mattinata fulgida, stasera il vento ha ripreso a soffiare, portando nubi di temporale su tutto il cielo di Roma. Esattamente come è successo quindici anni fa, il giorno dopo la notte della tua nascita.
Meno di ventiquattr'ore prima, intorno alle dieci e mezza di sera, avevo avuto il responso del medico di guardia: "uhm, sì, signora, credo che per le prime ore di domattina avrà partorito."
"Cheeeeee??? Tutto 'sto tempo ancora da pena'? Ma questo è matto" avevamo esclamato all'unisono io e te dentro la mia pancia. Stringendo un'alleanza strategica vincente. Per cui tu, non più di un'ora dopo, da vera Ariete, mi rompevi le acque con la testa. E a mezzanotte e quarantasette, a due ore e un quarto dal momento in cui eravamo entrate in ospedale, nascevi, catapultandoti fuori da me con una acrobatica capriola su un lettino della sala travaglio.
Da lì si è capito di che pasta eri fatta.
Sei la mia figlia giacobina. Quella che non sarà mai indulgente, né con me né con nessuno ma soprattutto con me, che mi starà sempre col fiato sul collo per valutare e giudicare ogni mio atto, che non si lascerà mai andare ad un momento di debolezza, tanto meno di tenerezza. Quella che mi ha fatto, mi fa e mi farà sempre vedere i sorci verdi.
E io sono fiera di te per questo. Tu sei il mio più grande successo.
Oltre ad essere molto altro.
Se penso a te, se ti associo ad una melodia, la prima che mi viene in mente è la canzone del tizio segaligno e fascinoso dei Verve. Quello che nel video prende con suprema noncuranza a spallate tutti quelli che incontra nel suo solitario cammino cantando quella nenia d'archi incalzante, sdegnosa, elegante, come tu sei.
Ti auguro di andare lontano in questa sinfonia dolceamara dove anche tu cammini da sola, a testa alta, da tanto, senza più l'ausilio della mia mano nella tua che hai lasciato anzitempo, al massimo incontrandomi talvolta in qualche crocevia, continuando a farti largo nel mondo con quel tuo stile unico fatto di forza e di grazia.
Perché mi piace tanto seguirti con lo sguardo. Fin dove riuscirò a vederti.


'Cause it's a bittersweet symphony, this life
Try to make ends meet
You're a slave to money then you die
I'll take you down the only road I've ever been down
You know the one that takes you to the places
where all the veins meet yeah,

No change, I can't change
I can't change, I can't change
But I'm here in my mold
I am here in my mold
But I'm a million different people
from one day to the next
I can't change my mold
No, no, no, no, no

Well I never pray
But tonight I'm on my knees yeah
I need to hear some sounds
that recognize the pain in me, yeah
I let the melody shine,
let it cleanse my mind,
I feel free now
But the airways are clean
and there's nobody singing to me now

No change, I can't change
I can't change, I can't change
But I'm here in my mold
I am here in my mold
And I'm a million different people
from one day to the next
I can't change my mold
No, no, no, no, no
I can't change
I can't change

'Cause it's a bittersweet symphony, this life
Try to make ends meet
Try to find some money then you die
I'll take you down the only road I've ever been down
You know the one that takes you to the places
where all the things meet yeah

You know I can't change, I can't change
I can't change, I can't change
But I'm here in my mold
I am here in my mold
And I'm a million different people
from one day to the next
I can't change my mold
No, no, no, no, no

I can't change my mold
no, no, no, no, no,
I can't change
Can't change my body,
no, no, no

I'll take you down the only road I've ever been down
I'll take you down the only road I've ever been down
Been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Have you ever been down?
Have you've ever been down?