Le riflessioni e i preziosi vostri commenti al post precedente hanno trovato curiosa consonanza con un lavoro di una fotografa giapponese scoperto la settimana scorsa su Repubblica.
Lei si chiama Chino Otsuka. Da ragazzina ha abbandonato la sua terra d'origine per andare a studiare in un college inglese, e non è più tornata a vivere in Giappone da allora.
Ha viaggiato anche molto, nel frattempo. Sin da quando era una bambina molto piccola.
Così, rivedendo vecchie fotografie della sua infanzia, le è venuta un'idea.
Di inventare una macchina del tempo, e andare ad incontrare la se stessa bambina nella foto, anni ed anni dopo.
Nasce così il progetto Finding me: Chino torna nel luogo esatto dove è stata fotografata dieci, quindici, vent'anni prima - sul predellino di un treno in Spagna, su una spiaggia in un'isola del Giappone, fuori da una panetteria a Parigi, appollaiata sul parapetto di un ponte sul Tamigi -, si fotografa, e attraverso la foto, opportunamente rielaborata al computer, si accosta all'altra Chino, quella piccola, quella che non c'è più, se non nella vecchia foto.
E dentro di lei.
L'effetto è straniante, bizzarro in maniera quasi insostenibile. Ma di grande suggestione.
Sono immagini che trasmettono una punta di malinconia, ma al tempo stesso infondono una grande serenità.
Perché ritrovare il proprio bambino interiore, tornare sui propri passi per fargli compagnia e godere della sua, specchiarsi nei suoi occhi, scoprire noi stessi in lui, è riempire il vuoto di un'assenza lacerante, ricomporre la propria ferita esistenziale, ritrovare il proprio posto nel mondo.
Sono immagini che trasmettono una punta di malinconia, ma al tempo stesso infondono una grande serenità.
Perché ritrovare il proprio bambino interiore, tornare sui propri passi per fargli compagnia e godere della sua, specchiarsi nei suoi occhi, scoprire noi stessi in lui, è riempire il vuoto di un'assenza lacerante, ricomporre la propria ferita esistenziale, ritrovare il proprio posto nel mondo.
Io lo so, perché questo mi capita, ogni volta che per un poco ci riesco.
Poi, quando mi riperdo, mi alzo di lì e vado a cercarmi in un'altra fotografia.
Proprio come Chino.
Poi, quando mi riperdo, mi alzo di lì e vado a cercarmi in un'altra fotografia.
Proprio come Chino.
