lunedì 1 agosto 2011

Mystic pizza

Dopo un inizio sfolgorante, il luglio appena finito mi ha portato tante inquietudini e troppi rimescolamenti emotivi: tempeste in un bicchier d'acqua che hanno sollevato il mio fondale psichico come uno tsunami, ottovolanti su cui sono andata su e giù senza riuscire a fermarmi, provando nausea e paura.
Sono passata attraverso un mutamento violento e rapido, come stessi attraversando un deserto sotto il sole cocente sballottata sul dorso di un cammello con l'andatura di un destriero.
Avessi dovuto affrontare tutto questo in solitudine, non so se ce l'avrei fatta.
E invece ho fatto il guado in compagnia di molte presenze che, giorno dopo giorno, in varie circostanze, per lo più inaspettatamente, a partire dall'inizio di quei giorni belli, mi hanno teso la mano.
Per ottimi motivi, se ho amato sempre appassionatamente, di amore struggente, la metà maschile dell'universo, ho sempre diffidato del genere femminile. Ho avuto fin da giovanissima, ed ho tuttora, grosse remore e timori persino con la parte femminile di me stessa.
Eppure, se ho attraversato questo tratto di fuoco uscendone quasi del tutto indenne, lo devo ad una piccola frotta di donne che in questo mese mi è venuta incontro e ha condiviso dei momenti di vita con me.
Donne che mi hanno vista, guardata, scrutata con sguardo amorevole e complice.
Che mi hanno ascoltata, confortata, capita. Che mi hanno fatto riflettere, emozionare, e, a volte, ridere tra le lacrime. Che mi hanno aperto il cuore, rivelando con pudore, semplicità, delicatezza, le loro affinità con la mia esperienza, e non mi hanno fatto sentire più sola, alleggerendomi il giogo.
E' stato così che, in questo riappropriarmi di me stessa, in questo doloroso riversare dentro e fuori il groviglio di bene e male che ho tenuto compresso e celato per i lunghi anni in cui sono stata come morta, ho finalmente scoperto l'arcana e magica forza della sorellanza.

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