giovedì 24 novembre 2011

Breve interludio

Cri: "Loulou, perché ci leghiamo sempre a persone anaffettive?"
Lou: "Perché solo quel tipo di legame abbiamo avuto da bambine. Perché una non può desiderare altro che quello che conosce. Perché quello che non si conosce non si può desiderare, purtroppo."
Cri (piange)

13 commenti:

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  2. Dopo aver letto questi tuoi tre mini-post devo pensare, amaramente credimi, che oggi non sia uno dei tuoi migliori giovedì.
    E' bene tenersi alla larga da te?

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  3. Solo se sei una persona anaffettiva :)

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  4. Prtroppo non lo sono e dico così perché tante, troppe volte ho sbattuto il muso verso chi provavo qualcosa, affetto, amicizia, amore.
    Regna in me una ingenuità senza limiti ma ne sono contento.

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  5. :D

    L'ingenuità senza limiti me la riconosco tutta. E ne sono contenta anch'io. E te lo dice una che ha appena sbattuto il muso pure lei ^^

    Allora evviva la vita, evviva gli ingenui senza limiti come te e come me... Rivendico quello che di me ha detto una persona a me tanto cara al cuore: sono un'entusiasta. E per questo mi rialzerò anche stavolta, come chi sa quante volte ti sei rialzato anche tu!!! ^^

    Buon giovedì, carissimo Aldo. Il mio, anche grazie a te, si sta lentamente rimettendo in carreggiata.

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  6. http://www.youtube.com/watch?v=IEeWL3TFkpM&list=FLISYmXfbBBVorwILsjG90NQ&index=9&feature=plpp_video :* baci!

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  7. Il vecchio Tommaso Aspetta conosce bene le pieghe dell'animo umano. Che poeta, disse lei nascondendosi il viso con un braccio.

    Ti abbraccio stretta, Angie. :*

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  8. sono con te al 100%. Gli uomini anaffettivi mi hanno corroso la vita. A cominciare da mio padre.
    Non gli do colpe, anche lui ha avuto un passato doloroso di abbandono e non ha imparato ad amare (perché la capacità di amare si apprende). Ed io ho appreso da lui che quelle era il tipo di uomo a cui aspirare. Mi sono legata ad uomini incapaci di amare, di darti una carezza, incapaci anche di chiederti "come stai".
    Però adesso basta. e' importante rendersene cosnto e darci un taglio.
    Adesso ho finito di elemosinare ciò che non si può ottenere.
    Un forte abbraccio

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  9. La mia maledizione, Martina, è ancora più sottile e maligna: in casa mia la persona anaffettiva era mia madre (anche per lei a prescindere dalla ricerca di colpe - tra l'altro ho smesso di usare quel termine da un po' - perché anche lei aveva il suo vissuto terribile sulle spalle) che è tra l'altro riuscita a spezzarmi il legame edipico con mio padre (un padre affettivo ma inetto) quando ero più o meno grande come la bimba nella foto in alto a destra. Dunque, forse per questo, mi son salvata, e sono riuscita a "costringermi" a prendermi un uomo non completamente anaffettivo, che è tuttora il mio unico sostegno nella vita. Eppure, ovviamente, questo non mi appaga, e mi vado comunque a cercare situazioni in cui ri-agire il legame più desiderabile per me, ossia quello con persone anaffettive. E soffro sempre come un cane lo stesso...
    Per cui anch'io sto decidendo di darci un taglio.
    Voglio finire anch'io di elemosinare ciò che non si può ottenere.
    Ti abbraccio forte anch'io.

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  10. Però non è vero che quello che non si conosce non si può desiderare... "L'immaginazione è più importante della conoscenza" (A. Einstein)

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  11. E anche questa... "L'uomo è una creazione del desiderio, non una creazione del bisogno" (G. Bachelard)... Quindi non siamo condannati a sbattere sempre il muso e ad elemosinare, siamo dei poveri ricchi. Secondo me l'andarsi a cercare persone anaffettive viene da un istinto ingenuo e cocciuto di rimettere le cose a posto, di mettere l'amore dove non c'è, così come nell'infantile sentimento di onnipotenza ci si caricano addosso tutte le disfunzioni e colpe degli adulti della famiglia, ingaggiando una sorta di maratona d'amore ad oltranza in cui, come si è detto, spesso si finisce con la faccia contro il muro. Forse basterebbe capire che, nel momento in cui si fa questo, già si è fuori, perché ci si dimostra comunque capaci di dare qualcosa che non si è ricevuto, e a quel punto esce da te qualcosa di così grande e impetuoso che non lo può contenere una persona sola, né una persona sola esserne destinataria. E' l'esperienza dell'Amore, in cui ci si sente sospesi tra cielo e terra, proprio come, oserei dire, il crocifisso, "trafitti da un raggio di sole". L'oggetto, spesso inconsapevole, di questo amore, c'entra poco. Funziona solo da transfer, da medium, spesso suo malgrado. Ma forse è proprio in questa automortificazione che compulsivamente ci si infligge che c'è la salvezza, nello scoprire che proprio lì, quando si ha la sensazione di essere caduti così in basso che più in basso non si può, che si è dato quello che più gelosamente si custodiva dentro di sé a qualcuno che lo calpesta magari senza nemmeno rendersene conto, in questa tragedia dell'umana condizione per cui tutti ci troviamo ad essere ladri e predatori e vittime e carnefici gli uni degli altri, si incontra qualcosa di grande, la forza del desiderio, che viene sì da un bisogno, ma è capace di trascenderlo immensamente.

    Ed ora... gimme fried chicken :)
    <3

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  12. Wow.

    Grazie, Lisa. Ne avevo proprio bisogno, tu ancora sai. Me lo tengo qui come meme, ogni tanto andrò a rileggermelo, quando non ce la farò più, e so che ricapiterà.

    Grazie anche del pollo fritto. Avevo bisogno anche di quello :D

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