venerdì 8 giugno 2012

La macchia umana

Alla fine, se una è misericordiosa, comprende e accetta tante cose dalla gente a cui tiene (sempre troppe, sicuramente).

Una delusione.
Una defaillance.
Un rifiuto.
Un'incomprensione.
Uno sbaglio.
Uno scatto di rabbia.
Una bugia.
Una debolezza.
Un istante di noncuranza.
Un momento di egoismo.
Persino la cattiveria.

Ma la vigliaccheria di colui che fa tutto questo e non ha le palle per sostenerlo no.
Il cattivo ha una sua dignità. Il vile coniglio che rinnega la sua cattiveria manco quella.
La pusillanimità mostrata da un cattivo che si strugge di essere tale è una sconcezza insopportabile.
Il carnefice che pretende pure di farsi compatire come vittima è inaccettabile. E imperdonabile.


27 commenti:

  1. Ma guarda, ho appena scritto della vigliaccheria anch'io!!!
    "Il carnefice che pretende pure di farsi compatire come vittima è inaccettabile. E imperdonabile." AMEN!!!!! E lo grido a gran voce!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Comma 22, Comma 22!
      E sia maledetto chi viola i codici della comunicazione e del linguaggio. Costui avrà la sua punizione esemplare. Chi di comunicazione ferisce, di comunicazione perisce. AMEN!!!

      Elimina
  2. "Il carnefice che pretende pure di farsi compatire come vittima" è un genio del crimine.
    ovviamento scherzo, ma vedo che questa moda sta prendendo piede qui sulla terra.
    mi ricorda tanto quella battuta che fa "faccio il poliziotto perchè non ho il coraggio di rubare".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Endi, cosa dici che scherzi :D! Hai scritto una grandissima verità. Il carnefice che pretende pure di farsi compatire come vittima è un autentico genio del crimine. Lo sottoscrivo.

      Elimina
  3. D'accordo è imperdonabile ma, per quel poco che posso capire di te, tu sei capace di perdonare visto il lungo elenco di "tante cose".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aldo, ha ragione Sandra. Non fare l'agente provocatore :D

      Elimina
  4. Non credo che il perdono sia sempre possibile. Non credo. Ma posso sbagliare.

    RispondiElimina
  5. Te lo dice uno che vive da anni sulla riva del fiume per aspettare i cadaveri...non ne ho mai visto uno...

    (Hai una produttività simile solo a quella di Travaglio.)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarà perché siamo coetanei :D

      (Ah, Travaglio: che ricordi teneri ho di lui e di me quando eravamo giovani! ^^)

      (E per i cadaveri, abbi pazienza, Da'. E distraiti. Quanno meno ce penzi, zacchete! Eccoli. Succede. Te lo dico per esperienza!)

      Elimina
    2. Secondo me l'indifferenza è la miglior cura, anche star lì ad aspettar cadaveri è tempo perso. Penso che uno sia davvero libero solo quando riesce a levarsi di dosso l'influenza di certe persone. :)
      (Travaglio è notoriamente grafomane). :D

      Elimina
    3. E come sempre, cara, cara, cara Angie, hai ragione da vendere ;)
      (E' quello che volevo dire a Dan. Che quando davvero non aspetti più il cadavere, quello passa. Passa, in primo luogo, comunque, dentro di te. Perché non ha più nessun potere sulla tua anima, sulla tua vita. E' nulla)

      Elimina
  6. Sono abbastanza d'accordo...che poi fare il morto a galla non mi dispiacerebbe...è bello.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente è rilassante! Magari imparassi almeno a far quello in acqua :D

      Elimina
  7. Sono evidentemente meno dura e spietata di te. Il vigliacco suscita il mio disprezzo, ma anche la mia pietà.
    "Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarai più saggia, Ambra mia. Quando si arriva a quello comunque si è fuori. Io avevo scritto "comprende e accetta tante cose dalla gente A CUI TIENE". A quel punto non ci tieni più, come è giusto che sia :)

      Elimina
  8. Conosco il genere, Cri. Molto bene, purtroppo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, Martina mia, quante esperienze c'abbiamo in comune.

      Elimina
  9. Ma qua non si tratta di essere né duri né spietati, di voler o non voler perdonare. Per-dono: il perdono è un dono che chi ritiene che tutto gli sia dovuto non può ricevere. In questo caso il privativo di "im-perdonabile" non indica un'impossibilità morale bensì logica, proprio nel senso del Logos. Una contraddizione in termini. E ce la possiamo prendere, se vogliamo, con alcuni millenni di tradizione filosofica, ma siccome le nostre radici culturali sono quelle, chi in questo contesto pretenda di andare per la vita negando, in ogni sua parola ed azione, il principio di non contraddizione è un marcio che ci marcia. E queste due cose, sempre per il principio di non contraddizione, non possono andare insieme. E' anche questione di stile. Pretendere di essere allo stesso tempo seduttore e coniglio, mica chiunque se lo può permettere. Devi essere almeno così: http://www.youtube.com/watch?v=sftRZ_VgqlY
    XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, Lisa, ma Gavin ci va sull'albero maestro insieme al Conte, no? Dunque tanto coniglio non è manco lui ;)

      (Io comunque preferisco Midnight Mark <3)

      Elimina
    2. Applausi. Condivido anche la virgole (e pure il link è uno spasso! :D ).

      Elimina
    3. Un altro film da vedere - rigorosamente in lingua originale - insieme a te, Angie! Anche perché mica me ricordo bene quello che fa Gavin nella scena che dice Lisa ;)

      Elimina
  10. Eh ma quando la nave affonda, si vede chi è il vero coniglio :)

    RispondiElimina
  11. Risposte
    1. No, fidati, è molto peggio di quello.
      (S.C., ti firmi con le iniziali perché ci conosciamo? Ora non ci dormirò stanotte per rompermi la testa a pensarci :D)

      Elimina
    2. (Uhuhuhu zittzittchehocapittt!!! Benvenut ^^)

      Elimina
  12. Cadaveri forse no. Ma è con il tempo che ognuno fa la proprio porca figura.

    (sc, lde eccetera)

    RispondiElimina